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Iren e le bollette pazze

Pazze le bollette o pazza IREN?
Ormai non passa giorno in cui non vengano riportati dalla stampa errori quantomeno inquietanti da parte di IREN, che definire grossolani è un
garbato eufemismo.
Come nell’ormai noto caso di Via Togliatti, dove risiedo, che denunciai quasi tre anni fa; non siamo più in presenza di addebiti basati su
consumi presunti e successivamente conguagliati, pratica già di per sè biasimevole. Siamo di fronte a bollette del tutto ingiustificate, oltre
il massimale di contratto, ben superiori al consumo reale, che l’azienda deve in seguito ammettere di aver emesso erroneamente (ma sempre a
proprio vantaggio).
Cosa accadrebbe se, come il sottoscritto, decine di migliaia di utenti reggiani facessero gli stessi controlli serrati, non fidandosi
più dell’azienda? E soprattutto: cosa sta accadendo in IREN?
Non è ahimè peregrino, come ho già sostenuto in sede di presentazione della semestrale ai piccoli azionisti, che il gruppo abbia concentrato
il più possibile del volume d’affari (e degli incassi) del 2013 sul primo semestre, in parte per far fronte ai propri colossali
investimenti, come quello sul rigassificatore di Livorno, in parte per presentare una situazione più rassicurante ai detentori di interesse in
vista di eventuali future aggregazioni.
E’ in grado IREN di smentire questa versione?

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