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In ricordo di don Vittorio Chiari a 10 anni dalla morte

Dieci anni or sono, l’11 febbraio 2011 – solennità della Madonna di Lourdes – si spegneva nell’ospedale di Monza, consumato da una malattia inesorabile, il salesiano don Vittorio Chiari, il cui ricordo è ancora vivo in tanti reggiani.

Nato a Treviglio (BG) il 15/12/1937; ha conseguito il diploma di maturità classica; la licenza in Teologia a Roma nel 1966 e l’abilitazione all’Insegnamento di Lettere nella Scuola Media Inferiore. Nel 1950 è iniziato il suo percorso nei salesiani: Treviglio, Montodine, Sondrio; ha emesso la professione perpetua il 15/08/1961.
Ha compiuto gli studi di teologia a Torino e a Roma dal 1962 al 1966; è stato ordinato sacerdote a Roma nella Parrocchia “San Giovanni Bosco” il 05/03/1966.

Ha svolto il suo ministero a Sondrio, poi presso l’Istituto San Domenico Savio di Arese a contatto con i “giovani difficili”, dove è rimasto sino al 1986; poi per due anni è stato a Milano.
Il 7 giugno 1988 don Vittorio Chiari è stato chiamato a dar vita alla presenza salesiana nella chiesa di Reggio Emilia-Guastalla, compito che ha svolto fino al 1 settembre 2003, operando intensamente alla guida dell’Oratorio cittadino Don Bosco in via Adua e nella pastorale giovanile diocesana in mezzo ai giovani per un quindicennio, durante gli episcopati di Gilberto Baroni, Paolo Gibertini e Adriano Caprioli.

Don Vittorio: un vulcano di idee, un sacerdote carismatico, propositivo, trascinatore e coinvolgente come pochi, che ha inciso profondamente nell’oratorio cittadino e nella pastorale giovanile. Basti solo ricordare le memorabili ed affollatissime “Tre sere giovani” al palasport promosse negli anni ’90 con il Coordinamento giovani. Un prete capace di parlare al cuore di ragazzi e adulti, di creare amicizie, di tenere affollate e applaudite conferenze e nel contempo di fare il clown, di animare il teatro. Ha saputo dar voce ai giovani e soprattutto dare risposte ai grandi interrogativi che li attanagliano. Un esperto di pedagogia e di educazione, divenuto tale attraverso una lunga esperienza maturata tra ragazzi spesso in condizioni di emarginazione e grave disagio; un autore di tante pubblicazioni nelle quali le efficaci riflessioni proposte al lettore sono il frutto di un lavoro instancabile sul campo. Ha amato i giovani, li ha prediletti e privilegiati nel suo ministero di sacerdote e di seguace di San Giovanni Bosco. Un prete dalla intensa vita di fede e preghiera, attivamente presente nei locali e nei campi dell’Oratorio tanto affollato durante la sua direzione. Un sacerdote, insomma, di cui anche ora si avverte forte la mancanza e si apprezza sempre più quanto ha donato alla Chiesa reggiano-guastallese. Non una meteora, dunque.

Con don Chiari si è aperta e dopo tre soli lustri chiusa la breve presenza dei salesiani a Reggio.
Don Giovanni Rossi, che succedette a don Chiari nel 2003 alla direzione dell’Oratorio, così annotava: “Di lui ho un ricordo molto bello, di un personaggio vitale che ha sempre fatto tantissimo per la chiesa, per il sociale e in campo educativo”.
Finita l’esperienza reggiana, don Vittorio è stato fino al 2004 a Ferrara come vicario parrocchiale presso la parrocchia di S. Benedetto; poi si è nuovamente trasferito ad Arese per dirigere l’Opera salesiana fino al 2009, anno in cui ha ricevuto l’incarico a Milano di direttore della casa “San Domenico Savio”. Lì è rimasto fino al dicembre 2010, quando si sono manifestati i primi gravi sintomi della malattia.

Il decennale della morte di don Vittorio sarà ricordato giovedì 11 febbraio alle ore 18.45 nella Santa Messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Santa Croce.

Giuseppe Adriano Rossi

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