HomeInterventiNo al contributo ai consorzi di bonifica: è un’altra patrimoniale sulla casa

No al contributo ai consorzi di bonifica: è un’altra patrimoniale sulla casa

tottiMoltissimi proprietari di casa hanno ricevuto in queste settimane una comunicazione da parte del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale con la quale venivano informati dell’arrivo imminente di una richiesta di pagamento. Il Consorzio si prepara dunque a “battere cassa” anche contro quei proprietari (specialmente del centro storico e della prima periferia) che sino ad oggi non avevano mai pagato per il semplice fatto che si trovavano ben lontani dai torrenti manutenuti dal Consorzio e perché già pagano Iren e così la manutenzione di tutta la rete idrica.

Per quale ragione dunque il proprietario deve essere ulteriormente vessato di un contributo che altro non è se non l’ennesima tassa sulla casa? Secondo la Bonifica, per il fatto che la pioggia che cade su queste case prima o poi finirà nei torrenti! L’affermazione fa quasi sorridere se non fosse che queste “precipitazioni” fanno sborsare ad un condominio, se si sommano i contributi pagati dai singoli appartamenti, migliaia di euro!

La Confedilizia, quale associazione che tutela i proprietari di case, ha dunque provveduto a presentare una istanza di accesso agli atti per verificare il complesso iter amministrativo che ha portato al nuovo Piano di Classifica tenuto conto che il presupposto per l’imposizione di un contributo è l’esistenza di un vantaggio diretto e non generico derivante dalle opere di manutenzione inerenti alla gestione delle acque.

Al contrario allo stato attuale non risulta esserci alcuna corrispondenza fra contributo preteso dal Consorzio e beneficio goduto dall’immobile e tantomeno risulta sussistere incremento di valore riferito a ciascun immobile sottoposto a contribuzione, incremento che la legge esige sia collegato con lavori di bonifica. Tali lavori, fra l’altro, sono indicati puntualmente dalla legge che regola i Consorzi e non comprendono altre opere o attività che il Consorzio si arroga di esercitare imponendone illegittimamente i costi a carico dei proprietari.

Si finisce quindi per assoggettare a contributo anche degli immobili già gravati dal pagamento per il servizio pubblico di fognatura, una duplice imposizione, inammissibile perché in palese violazione di legge.

* Presidente di Confedilizia – Associazione della Proprietà Edilizia della provincia di Reggio Emilia

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