Il Colosseo, il lavoro e la sua remunerazione

Sono un lavoratore della scuola, e dunque lavoro in un settore da tempo inserito nei servizi pubblici essenziali. Sono anche padre di due figli che vanno a scuola. Vedo dunque la questione dai due i lati: come lavoratore e come utente.

Come lavoratore mi ricordo di aver partecipato in questi anni ad alcune assemblee sindacali e ad alcuni scioperi. Non mi sono mai preoccupato di informare gli utenti poiché sono i dirigenti scolastici che hanno il compito di informare l’utenza su eventuali interruzioni del servizio. E difatti come genitore, regolarmente, vengo informato sulle eventuali variazioni del servizio che coinvolga i miei figli, in genere con un foglietto informativo consegnato alcuni giorni prima dell’eventuale assemblea o sciopero.

Dubito dunque che sia compito dei lavoratori o dei sindacati informare gli utenti dei musei e dei siti archeologici su assemblee o scioperi, ne la cosa cambierà di molto con l’inserimento del settore cultura nei servizi pubblici essenziali.

I dirigenti, nel caso del Colosseo, erano da giorni a conoscenza dell’assemblea regolarmente autorizzata, e non hanno ritenuto utile informare gli utenti in modo che fossero consapevoli dei disagi che avrebbero affrontato.

Per cui forse più che attaccare i lavoratori bisognerebbe chiedere a questi dirigenti cosa stessero li a fare! Ma tantè il livore del governo Renzi contro i lavoratori che agiscono collettivamente ha bisogno solo di una semplice scusa per esondare sulla stampa. Con uno slittamento semantico da neolingua orweliana, abbiamo assistito alla trasformazione di una assemblea in uno sciopero, e dello stesso ad una azione criminale!

I media, con rare eccezioni, si sono accodati alla campagna governativa contro i custodi del Colosseo, omettendo di dire cosa fosse realmente successo. Tali custodi si sono riuniti in assemblea (regolarmente autorizzata dai dirigenti) per discutere se era il caso di dichiarare uno sciopero in Ottobre, per ottenere il pagamento degli straordinari effettuati ormai da un anno.

Abbiamo dovuto aspettare l’intervento di un intellettuale della levatura di Flavio Briatore per veder sostenuto un principio banale: chi lavora va pagato, e se volete ridurre gli straordinari basta assumere altri dipendenti.

Vedere il Partito Democratico superato a sinistra dal fondatore del Billionaire può fare impressione. Temo però che dovremo abituarci. Perché non è Briatore che si sta spostando a sinistra, è Renzi che velocemente sta portando il PD su posizioni di destra.

Non credo che il caso Colosseo sia un incidente di percorso. C’è del metodo e c’è una forte intenzionalità. Le ricette liberiste del governo Renzi non stanno producendo affatto la nuova occupazione promessa, e non si può vivere di annunci che vengono smentiti il mese dopo dall’ISTAT (ultimo in ordine di tempo sull’occupazione giovanile che, invece di aumentare come detto ai quattro venti, è a Luglio dimunuita!).

E’ dunque probabile che si stia preparando un attacco frontale al diritto di sciopero, in modo da trovare un capro espiatorio per i fallimenti del governo, ed il caso Colosseo ha solo scoperchiato la pentola delle intenzioni del governo Renzi.

Ci troveremo a che fare con un governo che non solo è dannoso per la ripresa economica e sociale del paese, ma rischia di esserlo anche per sua la tenuta democratica.

 

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