Ghrètien de Troyes
Grazie Greta, ecotreccina salvamondo

Trent’anni fa Hans Jonas avvertiva l’umanità che le prossime rivoluzioni sarebbero state quelle tra le generazioni dei figli contro quelle dei padri accusati di avere rubato loro l’ambiente, cioè l’acqua, l’aria, la vita insomma. Quattro anni fa Papa Francesco lanciava lo stesso allarme con l’enciclica Laudato Si. Oggi Greta Thumberg, la ragazzina svedese che riempie le strade e le piazze di suoi coetanei, ripete lo stesso allarme. Le reazioni sono sempre le stesse: un po’ di attenzione all’inizio poi una rapida rimozione.

I media e la politica, attenti ai presunti umori dell’opinione pubblica, non prestano attenzione più di tanto convinti che sia imprudente gestire allarmi. Se ci pensiamo il 4 marzo 2018 è arrivato più o meno così, senza accorgersi cioè di ciò che covava sotto la pelle del paese. La risposta è stata sicuramente sbagliata alla luce anche di ciò che sta combinando questo governo, ma non è colpa della gente se manca un’alternativa reale e credibile a ciò che si vorrebbe cambiare. Prima o poi si presenterà quella giusta. La cosa più triste e inquietante è costatare che anche i politici più seri non riescano a uscire dal modo “tradizionale” di intendere la loro responsabilità.

Proprio ieri, il prof. Riccardo Valentini (Professore italiano insignito nel 2007 del Premio Nobel per la pace assieme ad altri scienziati impegnati nel Comitato intergovernativo dell’ONU sui cambiamenti climatici – Ipcc) in un’ intervista su Avvenire, alla domanda se fosse eccessivo l’allarmismo dei giovani sull’argomento rispondeva: “No, purtroppo è reale. Rispetto a vent’anni fa, quando noi scienziati lo prevedevamo, c’è stata un’accelerazione che non era prevista”.
E noi lì a baloccarci con l’ultima intervista a Salvini o Di Maino…

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