HomeInterventiGenova: quel fango su una nazione intera

Genova: quel fango su una nazione intera

giovani volontari genovaEra il 6 novembre 2011, quando scrissi in un intervento a proposito dell’alluvione di Genova: “se ne

riparlerà alla prossima occasione”. Erano  parole pessimistiche ma reali nel prendere atto che poco o nulla

si sarebbe fatto in previsione di nuovi eventi.  Come ci si può capacitare di un paese che ha disponibilità di

fondi europei, per mettere in sicurezza il territorio,  ma non riesce ad utilizzarli a causa della burocrazia o

della mancanza di progetti? Genova è una città bellissima, meta europea per quanto riguarda l’architettura

e il patrimonio storico. Un gioiello come tante altre città italiane e quindi da tutelare. Purtroppo una città

cementificata a dismisura, tanto da avere ricoperto il letto dei tre principali affluenti che periodicamente si

ribellano e rivendicano il proprio spazio. Ad ogni esondazione l’acqua provoca vittime e allagamenti fino ai

primi piani delle case, senza che si verifichi un’allerta da parte delle istituzioni preposte alla tutela e alla

sicurezza dei cittadini. Poi segue il solito rimpallo di responsabilità tra un’autorità e l’altra. Del resto una

cosa è certa, l’acqua non potrà mai raggiungere i piani alti che anche a Genova, come in tante altre città,

sono occupati dagli uffici preposti alle scelte urbanistiche e alla tutela del territorio. L’ufficio del Comune in

primo luogo, dislocato nel celebre “Matitone”, il famoso grattacielo genovese costruito nel centro della

città. Dall’alto del suo ufficio ora il sindaco tuona “nessuno ci ha avvisato”. Solita dinamica che vede le

responsabilità riconducibili a qualcun altro. Non è mia intenzione ripetermi su cose già dette. Ma visto che

ora abbiamo tra i senatori a vita Renzo Piano, uno dei più grandi architetti italiani, a mio avviso persona

saggia e competente, cittadino di Genova e autore di opere notevoli anche nella sua città, ci aspettiamo

una forte presa di posizione. L’ultimo progetto presentato dall’architetto è quello di fondere il porto con la

città.   È stato presentato pochi giorni fa, come integrazione tra mare e terra “Waterfront”. Si propone di

creare la più importante città nautica europea. L’idea è di tracciare una linea- ha detto l’architetto- che

consenta all’acqua di scorrere tra la città e il porto. Forse la natura ha anticipato i lavori? Ci auguriamo tutti

che sia la soluzione. Se lo augurano- primi tra tutti- i genovesi, sempre in prima fila a piangere vittime e a

spalare fango.

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