HomeInterventiDimora d’Abramo: sia il vostro dir sì, sì, no, no

Dimora d’Abramo: sia il vostro dir sì, sì, no, no

discorso-montagnaEmbè che c’è di incoerente nella decisione dei soci della Coop Dimora D’Abramo, già presieduta da Mimmo Spadoni che ne è anche dipendente in aspettativa (peraltro nei giorni in cui Graziano Delrio al Meeting di Rimini si accosta a Mosè per umiltà di carattere), di stornare a loro favore gli utili della solidarietà ai migranti?

Organizzazione non lucrativa di utilità sociale nata nell’88 a fronte dell’esplosione del fenomeno migratorio, dopo aver vinto il bando per la gestione dei profughi in arrivo a Reggio, si è trovata, come ogni società certo filantropica ma pur sempre a contatto diretto con Mammona, a dover liquidare l’ultimo bilancio d’esercizio. Che nel 2014 è stato di 170mila euro visto anche il “giro” immigratorio, destinato ad aumentare, assieme al fatturato, nel 2015.

Orbene, non ci vuole una grande esegeta, seppur prestato ai delicati meccanismi economici, a capire che le condizioni in cui si trovano ad agire i cooperatori abramitici li costringono, come per miracolo è il caso di dirlo, più o meno ai medesimi meccanismi di risposta sollecitati da Gesù Cristo, secondo il Vangelo di Matteo, nel Discorso della Montagna. E davanti a numeri, piaccia o non piaccia, il loro dir è stato “sì, sì, no, no”.

I “no” per la verità sono stati pochini ma di peso: quelli di don Daniele Simonazzi e di don Eugenio Morlini, sacerdoti in prima fila nella solidarietà alle fasce povere e disagiate. Più altri cinque. Molti di più i “sì”, 24 in tutto tra cui quello di don Giuseppe Dossetti che pure, dossettianamente appunto, ha voluto fare dei distinguo.

Ah già, dite voi, qui non si trattava di povertà di spirito?

 

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