Delenda Bibbiano
Quel processo sommario al sistema Tutela dei minori

In questi giorni si è consumato un processo sommario al sistema di Tutela dei minori ancorandolo alle vicende di Reggio Emilia sulle quali la giustizia deve ancora fare il suo corso ed esprimersi. Gli indagati sono già stati processati e condannati dall’opinione pubblica indotti da una disinformazione volutamente mantenuta su toni sensazionalistici che poco rimandano a fatti reali che saranno oggetto di valutazione nelle apposite sedi di Giustizia. Gli effetti provocati da questa ondata di disinformazione sono a tutti e a tutte evidenti. Il sistema di Tutela dei minori faticosamente realizzato in questi anni viene ridotto ed identificato con un sistema corrotto contro i minori e contro le famiglie alle quali sono indebitamente sottratti i figli da assistenti sociali psicologi e psicoterapeuti ciarlatani corrotti e perversi. Non esiste l’abuso sui minori .

È solo il risultato di manipolazioni degli adulti che sottopongono i minori al lavaggio del cervello per indurli a dire solo ciò che vogliono ai fini di ingrassare i portafogli dei loro amici. L’opinione pubblica semplicemente pensa questo: il sistema di Tutela dei minori è una bufala protratta a fini economici personalistici. Ho aspettato che i giorni passassero prima di scrivere queste considerazioni. Ho aspettato che mi chiamassero amici e conoscenti per chiedermi cosa pensassi di questa vicenda; ho ascoltato in spiaggia, nei treni, nei bus e nei bar i commenti del cittadino e della cittadina media, di quegli uomini e di quelle donne che votano e che contribuiscono con il loro pensiero agli andamenti della nostra società. Ho aspettato per sentire qualcosa di diverso: una voce fuori dal coro. Ho aspettato inutilmente.

Le voci nel corso delle giornate si sono semplicemente ridotte di intensità e di frequenza ma i contenuti non si sono modificati. Reggio Emilia ha permesso di farci comprendere che la famiglia è sana e la corruzione è solo nel sistema di Tutela: mostri travestiti da lupo. La famiglia è sana e l’abuso è una fantasia indotta dai malvagi che finalmente sono stati smascherati. Il cittadino e la cittadina italiana pensano questo. Non pensano che se qualcuno può aver sbagliato e pagherà per i suoi errori è proprio per questo ancora più necessario richiedere alle Istituzioni, agli organi di Tutela e alle Università, di formare, educare i cittadini, i volontari e i professionisti alla comprensione della violenza sui minori che, essendo un fenomeno complesso e sottostimato rischia l’invisibilità e la collusione. Al contrario, semplicisticamente e con una profonda deresponsabilizzazione, in questi giorni si è gridato alla derubricazione della violenza familiare. Attenzione. Donne maltrattate e bambini abusati in questo clima deresponsabilizzato e negazionista rischiano di vedersi condannati a vita agli orrori della prigionia familiare abusante dalla quale con tanta fatica, sforzi e impegno in questi anni sono stati sottratti. È questo il rischio che in questi giorni non si vuole vedere.

Paola Bastianoni, Professore Associato in Psicologia Dinamica Unife

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