De Bortoli, Delrio e la massonofobia

L’impeccabilmente pettinato De Bortoli sembra aver fatto proprio lo spirito nazi-stalinista, molto diffuso e covato anche in ambito cattolico, che tira fuori ignobilmente la Massoneria per ogni becerata o ingiustizia all’ordine del giorno in questa pseudo-nazione. E dire che Delrio – membro di quello stesso governo che De Bortoli intendeva “infangare” – qualche anno fa emise anche lui qualche improvvido, e soprattutto nesciente (da medico, non avrà studiato abbastanza la materia), pronunciamento massonofobico.

Si chiariscano tra loro. E poi illustrino le risultanze al talk-showista Paragone, che ha interrotto in modo greve e odioso un giovane spettatore intento – generosamente – a rivendicare i valori civili positivi dell’Ordine Massonico.

Ma non c’è storia, comunque: non si sradica l’Universale…. e anche se la Massoneria potrà perdersi (più che per le calunnie persecutorie, per la degenerazione laicista, l’esteriorità e una certa codardia che ne affliggono ampi settori in Italia), emergerà di nuovo il suo ruolo spirituale e civilizzatore primario.

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3 Responses to De Bortoli, Delrio e la massonofobia

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    Alessandro Raniero Davoli 29 Settembre 2014 at 13:43

    Amore, Armonia, equilibrio, controllo delle emozioni … caro Moramarco, non sono precetti o virtù predicate dall’Obbedienza?
    E illuminazione, visione retta e razionale della realtà, anche e soprattutto quella sociale, non sono prerogative di un buon massone?
    Chi è che non vede le rovine, causate da un’intera classe dirigente, politica, finanziaria, burocratica e molto spesso, ai vertici, massonica? Disgrazie prodotte negli ultimi decenni, ai danni di un popolo italiano tutto, laborioso e creativo ma inconsapevole?
    Si ricorda e condivido: “Non tutti i massoni sono farabutti, ma tutti i farabutti sono massoni”. Felice Cavallotti, patriota. E io, come tanti italiani, m’ispiro a lui: ” Abbiamo una sola parola d’ordine: onestà; una religione: giustizia ed eguaglianza, libertà e progresso; un’arma: il coraggio delle nostre opinioni”.
    E però, nonostante non fosse massone è anche grazie a lui che a Roma, in Piazza Campo de’ Fiori, nel 1889 venne eretta la statua a Giordano Bruno, opera di Ettore Ferrari, scultore e Gran Maestro della massoneria del Grande Oriente d’Italia.
    Saluti dalla montagna,

    Alessandro Raniero Davoli

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    Michele Moramarco 29 Settembre 2014 at 15:36

    gentile Alessando Rainero, so bene che le Logge hanno accettato anche non poche persone indegne della qualifica di “Libero Muratore” (ossia cercatore e costruttore di valori spirituali unificanti, di solidarietà umana oltre le barriere ideologiche e religiose, di etica responsabile, di educazione alla creatività., ecc.), ma credo di poter dire, con un buon grado di ragionevolezza 1) che il “potere massonico” è stato sicuramente, quasi paranoicamente, esagerato da avversari, loro sì davvero interessati al potere (mentre semmai i Liberi Muratori seri erano interessati alla “auctoritas”, nel senso di autorevolezza, credibilità, competenza nei propri campi di lavoro); 2) che le Logge hanno raccolto e raccolgono tante persone rette, generose e di animo gentile: ho avuto la fortuna di conoscerne un campione significativo, in quarant’anni. Quello che mi pare tu abbia colto, secondo le tue coordinate di pensiero, è che nella dimensione ideale l’Ordine merita stima. Quanto all’iperbole di Cavallotti, personaggio peraltro piuttosto singolare, pare sia apocrifa, insomma forse non l’ha mai pronunciata (e comunque un’iperbole non è mai vera, ha sempre un tratto delirante). I farabutti sono ovunque, direi, “ben” distribuiti… Un saluto da Bologna (ma con la montagna reggiana ben presente nel ricordo)

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    Nicola F. 30 Settembre 2014 at 17:28

    Anagramma: Debortoli = Delrio + bot