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Dagli al “vecchio” Zagrebelsky

zagGli innovatori ed i modernizzatori del nostro paese si sono uniti nel criticare un famoso “anziano” costituzionalista, reo di avere pronunciato questa frase (che loro citano solo nella prime tre righe, forse perché son le uniche a poter essere contenute in un tweet):

“Ho detto ai miei studenti che se passerà il sì e quindi la riforma, dovrò smettere di insegnare Diritto costituzionale.

Perché, ammetto, non ho capito quasi nulla delle parti essenziali di questa riforma e di come possa funzionare secondo i nostri ministri. La nostra nuova Costituzione è stata scritta secondo la tecnica dell’incomprensione; diventerà come una delle tante leggi illeggibili, che i nostri parlamentari hanno votato a caso, senza capirne il significato”.

Seriamente, amici e compagni innovatori: non siete credibili nel criticare Zagrebelsky e nel dipingerlo come un vecchio e privilegiato brontolone. Possiamo fare un interminabile elenco di “ex qualcuno” e di “ex qualcosa” che ciclicamente assumono nuovi ruoli o esprimono – legittimamente – la propria opinione su tutto e vengono elogiati o ripresi dai citati innovatori come i portatori di verità assolute.

Basta. Per favore. Arriverà dicembre e cosa rimarrà degli insulti e del disprezzo espresso verso professori, partigiani, vostri compagni di Partito o persone che hanno un’unica colpa: avere un’idea diversa dal Capo del Governo? Indipendentemente dal risultato, non rimarrà nulla. Solo rancore e macerie. Ed altri milioni di delusi.

Ps: un grazie a FestaReggio per averlo invitato. Una lezione di democrazia a tanti.

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