HomeInterventiDa Satana a Geppo: in mezzo sta l’umano raziocinio

Da Satana a Geppo: in mezzo sta l’umano raziocinio

Padre Pio, dicono i suoi biografi, si alzava quasi tutte le mattine con la schiena piena di lividi perché  il demonio lo sbattacchiava tutta notte contro il muro della sua austera camera; don Ermes Macchioni, l’esorcista della diocesi reggiano-guastallese dice invece, davanti a un folto pubblico nella chiesa dei Cappuccini, che il diavolo, sempre nottetempo, ha tentato più volte di strozzarlo. Ma sul collo, pare, non restino segni di unghie o scarne dita contorte. Un’altra volta, dice sempre lui, una docile ragazzina di 12 anni gli ha sferrato un cazzottone in pieno volto mandandolo al tappeto con innaturale forza, forse invasata dallo spirito irrequieto di Rocky Marciano. Un’altra volta ancora una ragazzina strisciante tra i banchi di una chiesa avrebbe cosparso di polverina sospetta (per forza, era di Amsterdam) i luoghi di culto. Per i timorati di Dio, certamente un filtro magico. Insomma, misteri dell’occulto.

E’ così: il diavolo divide le coscienze, anche del clero. D’altronde l’etimo della parola deriva dal greco diaballon, cioè dividere. E diavolo significa appunto “colui che divide”. Il grande divisore taglia le culture, da oriente a occidente. Da una parte il concetto del male e quello del bene sono mescolati nel colorito pantheon induista e buddista. Dove spesso la divinità assume ora questo, ora quell’altro aspetto, a seconda delle circostanze. Bene e male, in sostanza, sono due facce della stessa medaglia. Dalle nostre parti invece il male va scritto con la maiuscola perché si tratterebbe di un’entità spirituale vera e propria. Addirittura di un angelo de-caduto. E il Vangelo lo indica abbastanza chiaramente. Tanto che è una delle poche certezze, stando naturalmente ai racconti sacri, da cui maturare materia di fede. Ma nel corso dei secoli la Chiesa l’ha dapprima temuto brandendo spesso la sua presenza non solo con funzione ammonitoria ma anche come arma di censura, inquisizione e tortura. Poi via via esorcizzato fino ad arrivare a classificarlo a mo’ di  superstizione di serie b, quindi lentamente rispolverato. Sull’onda di una recente quanto progressiva retromarcia o rinnovamento nella tradizione, dipende dai punti di vista.

Sui tempi e le epoche aleggia altrettanto inquietantemente una frase di Paolo VI: “Il diavolo avrà vinto quando nessuno più crederà alla sua esistenza”. Allora, sembra lasciare intendere il Pontefice del Concilio, potrà agire del tutto indisturbato. Forse ma ravvisarlo in ogni luogo e in ogni dimensione dell’umano, alla padre Amorth, non aiuta nemmeno a distinguerlo dalle tante semplici inclinazioni negative. Ecco perché, dal nostro punto di vista, prima di arrivare all’aspersorio e alle invocazioni giaculatorie a S.Michele Arcangelo, ogni serio uomo di Chiesa dovrebbe dapprima fare opera di convincimento psicologico sul presunto indemoniato. Convincerlo cioè che i suoi eventuali problemi non sono il frutto delle azioni disturbatorie di un qualche spiritello assatanato. Poi ricorrere alla medicina; perché da quando hanno cominciato a studiarsi le malattie neurologiche o i disturbi della personalità, gli ossessi sono relegati alle remote culture animiste e sciamaniche. E le streghe sono tornate, con successo, a fare le commesse alle Farmacie comunali.

Prima di dar credito alle forze dei rituali più che alla sostanza dei riti o credibilità alle liturgie improvvisate di gruppi di frustrati, bisognerebbe semplicemente indicare, quali uomini religiosi, che Cristo (per chi ci crede) ha vinto il mondo. E che la ragione umana ha fatto passi da gigante ben oltre la potenza del  Woo-doo coi bambolotti infilzati, fatture e pozioni d’amore. E che i tumori non dipendono dalla possessione (magari, basterebbe un esorcismo) ma purtroppo da una serie di circostanze molto più complesse su cui la scienza sta ancora cercando rimedi. Suvvia, don Macchioni (citando dal reale e consultabile elenco demonologico di pade Amorth) possiamo credere che l‘Italia e Monti siano vittime di Angradar (il demone che impedisce di trovare lavoro) e Emadus (quello della crisi economica)? Ci vogliamo prendere per i fondelli, anzi per restare in argomento, solleticare da Drindillon (il demone delle emorroidi, sic)? L’armata delle tenebre più pericolosa resta quella autoprodotta che ci offusca la mente

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