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Courage o dell’iperdirittismo alla rovescia

courage-3025.660x368Allo scrivente fischiano immediatamente le orecchie quando tira aria da pensiero unico e vede ingrossarsi di like in like scontate prese di posizione buone da condire il solito decotto minestrone mainstream. Poco saporito in quanto cucinato in fretta e furia sull’onda dell’emotività da emoticon. Al contempo è quanto più lungi da lui qualsiasi tipo di discriminazione a proposito dei gusti sessuali ed è convinto assertore delle necessità che le coppie etero e quelle omo abbiano gli stessi diritti civili anche in campo familiare.

Fatte le debite premesse per fugare qualsiasi dubbio sull’ortodossia costituzionale e liberale di chi scrive (ma potrebbe non bastare, a Reggio il “dibattito” soggiace a queste regole, ovvero se fai dei distinguo nel mucchio ti becchi automaticamente del nazista o, nella migliore delle ipotesi, del controriformista), la vicenda di “Courage”, ovvero di quella associazione cattolica che, calata antistoricamente e antiscientificamente in una visione patologica dell’omosessualità, cerca silenziosamente di “curarne” i frutti, e di indurre i soggetti che a lei si rivolgono a vivere la loro condizione secondo i dettami del Catechismo (più che del Vangelo), cioè nella “castità” (senza praticare) con l’ausilio della preghiera. In sintesi, in coerenza con la fede che professano. E’ condivisibile questo percorso? Sempre dal punto di vista di chi vi sta argomentando (che barba, che noia…), assolutamente no, anzi, relativamente no. Egli infatti si colloca oggi a metà strada tra una lettura atea dell’origine del mondo ed una agnostica sull’eventuale presenza di un’intelligenza originale. Ma è comunque un diritto percorrerlo da parte di chi crede e spera in questo cammino.

Pertanto, il gridare univocamente alla violazione del diritto astratto all’uguaglianza sessuale invocando la censura di quella realtà, rappresenta al contrario una palese violazione democratica dei diritti del singolo che non confliggono in questo caso con la convivenza sociale ma semplicemente urtano la sensibilità culturale di chi si crede più avanti di loro. Ed è in nome di quella stessa laicità di cui pretendono essere gli unici portavoce che i corifei dell’eterno politicamente corretto, dovrebbero invece battersi per il più illuministico dei presupposti (che Voltaire per la verità non ha mai scritto) quando cercano di amministrare la cosa pubblica: non sono d’accordo con te ma mi batterò fino alla morte perché tu lo possa dire (in questo caso vivere).

Ultimo commento

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    Puoi avere ragione solo in caso ci potesse essere. e riconosciuto dalla Chiesa, il Gruppo “Raddrizziamo i pedofili all’interno della chiesa con la castità etc,” o “Curiamo le paturnie sessuali dei componenti la setta “Couriage” con la castità etc.”
    No Gianfranco, non è libertà, è distorsione della realtà, chi vuole praticare la castità, per qualsiasi motivo, si rivolge a professionisti esperti e volendo anche a sacerdoti che li ascoltino, ma non a volontari sfigati sessualmente e disturbati. Sono cattolica profondamente, ogni giorno mi rivolgo a Dio chiedendogli se mi sono comportata bene, ogni sera faccio i conti con la mia coscienza e nella mia immodestia e vicinanza a Dio sono convinta che sia schifato (si fa per dire!) da questi malati psicologici sessuali.