HomeInterventiBen piazzati?Passeggiate estensi e renziane

Ben piazzati?
Passeggiate estensi e renziane

L’architetto Norberto “Tex” Vaccari (5stelle) sempre pronto alla sfida…

La riprogettazione delle due piazze di corso Garibaldi, piazza Gioberti e piazza Roversi, stanno sollevando tante considerazioni, molte delle quali negative. Non voglio, da architetto, entrare nel merito su cosa sia bello e cosa sia brutto. Lascio queste facezie agli avventori dei tanti bar reggiani. I progettisti sono senz’altro di valore ed il risultato sarà adeguato al contesto.
Ma, dato che stiamo parlando di una iniziativa dell’amministrazione comunale con soldi pubblici, mi interessa valutare il metodo adottato per arrivare a quel risultato progettuale.
Alcuni anni fa parlai dell’architetto del principe e mi tirai addosso le ire di qualcuno che non capiva che parlavo di metodo e non di merito.
Ora si ripresenta la stessa identica situazione.
Reggio Emilia ha più di 800 architetti iscritti all’Albo provinciale, in Italia ce ne sono più di 150.000, più di qualsiasi altro paese europeo, ma con un reddito medio da ultimi in classifica (consideriamo comunque la media del pollo di Trilussa).
Ripeto che non entro nel merito della qualità dei progetti, per altro sconosciuti se non per due suggestivi rendering. Ma trovo comunque strano che sempre gli stessi identici progettisti, ed i loro qualificatissimi studi professionali, compaiano negli incarichi sempre con valori sotto soglia che consentono l’affidamento dell’incarico in maniera diretta, sempre con bandi basati sull’offerta economicamente più vantaggiosa (si chiama così) e mai con un confronto pubblico fra progetti.
Detto questo ci si può chiedere:
1- chi decide?
2- come mai sempre gli stessi e non una rotazione reale degli incarichi?
3- perchè, per importanti trasformazioni della città storica, non si è fatto un concorso di idee con confronto pubblico dei progetti?
4- perchè si ha così paura della progettazione partecipata con i cittadini?
Ora non si adombrino i colleghi progettisti, la trasparenza è una qualità che aiuta moltissimo lo svolgimento corretto della professione e valorizza la funzione sociale dell’architetto.
I vari “Architetti del Principe” hanno fatto anche cose pregevolissime, ma mai in regimi democratici, in democrazia dovrebbero vigere altre regole.
E qui entra in ballo chi governa la città che, purtroppo, confonde il governo con il comando.
Con la solita presunzione e arroganza, dopo che i sudditi hanno reagito, sono pronti ad ascoltarli e a farli partecipare, potranno scegliere di quale colore bianco fare le strisce pedonali.

Nessun commento

Siamo spiacenti, il modulo di commento è chiuso in questo momento.