HomeEventi“I giorni della vendemmia”, un film tutto reggiano

“I giorni della vendemmia”, un film tutto reggiano

Cristina Fabbri

Arriverà nelle sale in primavera. La prima tappa sarà a Reggio, presso il cinema “Al Corso”, dove sarà proiettato a marzo, al massimo aprile, per un’intera settimana. Poi toccherà ad altre sale in giro per l’Italia anche se le mete e le date ufficiali si sapranno più avanti. La “reggianità” de I giorni della vendemmia – questo il titolo del film di cui vi sto parlando – non finisce qua. Si respira in ogni suo dettaglio: nel nostro territorio sono state girate le scene; sono di casa nostra il regista Marco Righi e la produttrice Simona Malagoli; lo stesso titolo è un inevitabile rimando alle nostre origini contadine. Quindi, per presentare questo lungometraggio indipendente (di 80 minuti), quale miglior luogo poteva essere scelto se non uno dei posti più amati dai cinefili della nostra città? La biblioteca Rosta Nuova, che quest’anno spegne 40 candeline, ha ospitato un’interessante serata alla presenza di Righi, Malagoli, dell’attore protagonista Marco D’Agostin che nel film, fra gli altri, recita insieme a Lavinia Longhi e Gian Marco Tavani.

L’ingente nevicata non ha impedito al pubblico di accorrere numeroso: la sala era piena, complice l’intraprendenza degli organizzatori che all’ultimo si sono attrezzati con un pulmino-navetta messo a disposizione dei cittadini. Ed ecco che la serata è partita con un aperitivo offerto dalla “Papilla Brilla” con tanto di tovagliette a quadretti, lambrusco e crostata casareccia. Poi D’Agostin, Elia nel film, ha letto con grande intensità due articoli di Pier Vittorio Tondelli (“Gli scarti” e “Nei sotterranei della provincia”), autore che viene menzionato più volte nel lungometraggio. A seguire la visione del trailer e di due spezzoni tratti dal film. Entusiasta dell’opera del regista 27enne si è dimostrato il noto critico cinematografico Paolo Vecchi – che ha avuto la possibilità di vederla in anteprima – e che l’altra sera ha dialogato con Righi, la produttrice, l’attore protagonista e Sandra Campanini (ufficio cinema del Comune di Reggio) riuscendo a far trapelare dettagli interessanti de “I giorni della vendemmia”. “Bisognerebbe parlare di regista “acerbo” visto che è l’opera prima di Marco – ha detto Vecchi – invece l’ho trovato molto maturo”. Questo perché è rimasto colpito soprattutto dalla “pulizia formale, dalle inquadrature tutto tranne che banali; il montaggio è fluido, la fotografia è molto bella”. Caratteristiche che sicuramente hanno portato a riconoscimenti in giro per l’Europa: sono più di venti le partecipazioni, tra festival nazionali e internazionali, e sette i premi ottenuti (fra cui Miglior Film Giuria Giovani al 62° Valdarno Cinema Fedic 2011, Miglior Cinematografia all’11° Milano International Film Awards e Migliore Film Indipendente del 2011 agli Incontri Cinematografici di Stresa). Righi, nonostante questo, è rimasto un ragazzo semplice, modesto, tanto che quando parla della sua formazione dice: “Sono perito meccanico” e solo dopo aggiunge che ha fatto un corso di montaggio e regia. Ci pensa poi la sua produttrice a puntualizzare che “lui è fatto così ma basta chiedergli di qualsiasi film, attore o regista e lui è un’enciclopedia. Ha una cultura cinematografica invidiabile”. Ed ecco che lui sorride.

L’opera è stata girata in 14 giorni e quel che si sa della trama è che è ambientata nel 1984, nella provincia rurale emiliana, intrisa di cattolicesimo e socialismo nostrano, al tempo del raccolto. Elia, il protagonista, vive coi genitori quando arriva Emilia (Lavinia Longhi), presuntuosa e disinvolta, che rivoluziona la quotidianità dell’adolescente. “Non è stato facile promuoverlo – puntualizza la produttrice – per tutti noi è stata la prima volta che ci cimentavamo in un film e ci siamo accorti di quanto è difficile avere sovvenzioni (che non sono arrivate), entrare nel circuito delle sale cinematografiche bussando porta a porta, quindi scontrarsi con le grandi case distributrici che hanno accordi da tempo coi cinema”. A farle eco Righi: “Senza contare che veniamo dalla provincia. Quando diciamo che siamo di Reggio Emilia – e ogni volta è d’obbligo puntualizzare “vicino a Bologna” – tutti si stupiscono”. Ma questo è stato anche il loro vantaggio: un’opera prima proveniente da una realtà così piccola ha portato anche a entusiasmare ancora di più la critica. “Speriamo che penserà la stessa cosa il pubblico che presto vedrà il film nelle sale”.

Ora sono tutti concentrati sull’uscita de “I giorni della vendemmia” ma pare che ci siano già nuovi progetti in cantiere. “Quando Marco decide di non tagliarsi la barba…significa che sta lavorando a qualcosa”, si lascia sfuggire Simona Malagoli.

Non rimane che attendere le date per andare al cinema. Per essere costantemente aggiornati: www.igiornidellavendemmia.it oppure seguite la pagina facebook (che vanta più di seimila contatti).

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