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In piazza marcia funebre per la musica

Giuseppe Manzotti

Il solito successo, la solita piazza stracolma, la solita brutta musica. Nemmeno Giove Pluvio ha potuto fermare l’ennesima replica di Radio Bruno Estate, distillato del peggio messo in circolo da tv, radio e case discografiche. Solo un rinvio di 24 ore, poi il concerto (se così si può chiamare) è andato in scena in una serata umidiccia e appiccicosa, interrotto a più riprese dal vaniloquio dei presentatori e da intollerabili siparietti pubblicitari.

Ma è stata la musica la grande assente della serata. Già, la musica. E dire che i nomi degli artisti che si sono alternati sul palco (a dire il vero c’era anche qualche vecchia gloria – vecchia, appunto) sono quelli più acclamati dai giovanissimi, i loro brani sono quelli che le radio trasmettono in modo martellante. La macchina è ormai rodata – l’appuntamento raccoglie sempre un grande successo di pubblico e recensioni entusiaste e acritiche – e la piazza ancora una volta ha risposto. Applausi, urla, scene di entusiasmo ingiustificato per sedicenti artisti costruiti dalla televisione.

E’ sufficiente dire che la guest star della serata era Emma, singolare personaggio uscito dal tritacarne di Maria De Filippi, che ha propinato ad un pubblico per lo più inconsapevole un paio di canzoncine senz’anima e qualche banalità su amore e bambini espressa in un turpiloquio da Suburra. A proposito di televisione: non è un caso che a presentare ci fosse la soubrette Melita Toniolo, uscita dalle scuderie del Grande Fratello.

Qualcosa da salvare forse c’è (bella la voce di Dolcenera, se la sono cavata i Tiromancino, la reggiana Valentina non ha sfigurato) ma nel complesso è il buio.

Se migliaia di giovanissimi accorrono in piazza per vedere l’esibizione di questi personaggi un motivo ci deve essere. Ed è un motivo storico e culturale: la verità è che questa è una generazione che non è più abituata ad ascoltare la buona musica e si accontenta del surrogato spacciato dalla televisione. Così, fiaccati da un lungo bombardamento di spazzatura, si ritrovano tutti in piazza ad ascoltare un anti-concerto.

Ultimo commento

  • In linea di massima sono d’accordo ma secondo me gran parte della gente c’era non tanto per vedere Emma & company ma perchè Reggio non offre quasi mai nulla e Radio Bruno è considerato un evento, un’ ultima serata estiva in cui il centro si riempe di gente. Il problema secondo me sta anche qui. Oltre ovviamente a quello storico e culturale..