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La crisi la pagano i contribuenti: da martedì scatta l’aumento dell’Iva

La crisi la pagano i contribuenti: da martedì scatta l'aumento dell'IvaLa prima conseguenza della crisi di governo è l’aumento dell’aliquota iva dal 21 al 22%. E per contribuenti e imprese le conseguenze saranno pesanti . Secondo il Codacons da 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone a 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi. Confcommercio, determinerà effetti recessivi e depressivi ”esiziali” per l’economia reale.

In base ai calcoli dell’associazione, l’incremento dell’aliquota produrrà ricadute economiche pesantissime, che vanno dai 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone ai 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi. “Oltre questi effetti diretti, l’aumento dell’Iva produrrà un disastroso effetto domino, con un incremento dell’inflazione, una pesante diminuzione dei consumi e un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio, specie nel settore alimentare e dei prodotti trasportati su gomma – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – per questo è chiaro a tutti che l’aumento dell’Iva non servirà affatto a far uscire il Paese dalla crisi, ma al contrario sancirà la definitiva caduta economica dell’Italia. Il governo Letta deve quindi emanare un decreto urgente ad hoc per bloccare l’incremento dell’aliquota di ottobre”, conclude Rienzi

La crisi ”ha stremato famiglie e imprese” e impone al Governo ”la responsabilità di scongiurare, anche se i tempi e i margini sono strettissimi, l’aumento dell’Iva, perché questo determinerebbe effetti recessivi e depressivi esiziali per l’economia reale”. Così il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Per il presidente di Confcommercio ora “è assolutamente necessario che il Cdm vari entro lunedì sera misure per la stabilizzazione dell’economia e la crescita, a partire dal rinvio dell’aumento dell’Iva e senza ricorrere alla leva fiscale per trovare le risorse”.

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