HomeEconomiaIren, Comuni verso il disimpegno? Titolo Iren ai minimi

Iren, Comuni verso il disimpegno? Titolo Iren ai minimi

1042514-iren_gruppoA dare il la all’ondata di vendite sono state le parole del presidente dell’Anci e sindaco di Torino Piero Fassino per il quale l’associazione sarebbe disposta ad aprire un tavolo per mettere a punto una regola che stabilisca come i Comuni possano scendere al 35% delle ex municipalizzate. La reazione dei mercati è stata immediata: la scorsa settimana il titolo Iren, dopo i conti trimestrali molto deludenti, ha sfiorato i minimi dell’anno a quota 1,033 euro (4 febbraio).

Ma è evidente che il problema è più complesso. Tutte le voci del primo trimestre sono risultate al di sotto delle stime del consenso: ebitda a 203 milioni da 212 milioni attesi, ebit a 129 milioni da 164 attesi e risultato netto a +51 milioni da 78 milioni previsti con una posizione finanziaria netta negativa per 2,175 miliardi. Gli analisti hanno spiegato che i conti sono stati influenzati negativamente da due fattori: il clima, che è stato molto caldo e ha quindi condizionato sia la domanda di gas sia il teleriscaldamento, e la riduzione dei prezzi. Il gruppo Iren ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 51,3 milioni in calo del 38% rispetto a 82,7 milioni registrati nello stesso periodo 2013, su ricavi pari a 903 milioni da 1.106 milioni nell’analogo periodo dell’anno precedente (-18,3%).

Intanto, il segretario di Comunisti italiani Donato Vena parla di una strana movimentazione di acquisto, soprattutto di vendita del titolo in questa prima metà del mese di maggio.”Se togliamo le quotazione dell’ultimo mese, Iren ha registrato un corposo aumento del valore dell’azione che si era stabilizzata nel mese di aprile intorno al valore medio di 1,28 euro ada zione. Nella seconda metà del mese di aprile l’azione ha registrato un media giornaliera di volume di scambio pari a poco più di un milione di controvalore. Verificando, invece la media di scambio della prima metà del mese di maggio si nota che il volume medio scambiato, magicamente raddoppia raggiungendo la soglia di 2,14 milioni di controvalore per toccare l’8 ed il 15 maggio un controvalore quadruplicato di 4,2 milioni di euro. Il titolo passa in due settimane da una media stabilizzata di 1,28 euro ad azione a 1,063 euro del prezzo di chiusura del 16 maggio registrando una perdita di valore del 23%. Ricordo che in questo periodo di maggio si stavano chiudendo le documentazione riservate per elaborare i dati della prima trimestrale del bilancio 2014. I dati sono stati resi pubblici con un comunicato il pomeriggio tardi del 14 maggio provocando anche il giorno dopo un calo del titolo che ha toccato il 6,45%”.

“Mi chiedo  – aggiunge Vena – se sia possibile o meno che qualche non piccolo azionista sapesse già dei dati ella trimestrale prima che questi diventassero pubblici. Se così non è, come possiamo spiegarci un raddoppio del valore degli scambi, con punte che arrivano fino a quattro volte la media, dell’ultimo periodo e che hanno procurato un calo del titolo del 23%?”

 

 

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