HomeAttualitàExpo: ha brillato anche il “made in Reggio”

Expo: ha brillato anche il “made in Reggio”

L’Expo è stato un successo anche per il mondo economico e per la cultura reggiani: da Tecton (che ha realizzato il padiglione degli Emirati Arabi, uno dei più ammirati e visitati) alla Ferrarini, dalla città dei bambini progettata da Reggio Children sino a quasi due milioni di assaggi di Parmigiano-reggiano nel “supermercato del futuro” Coop,  il ritorno in termini di presenze e di apprezzamento è certamente superiore alle aspettative. Ma più di ogni altro l’en plein lo ha fatto Cir Food, che ha realizzato e gestito la filiera dei ristoranti Expo lungo il decumano.

La Cooperativa Italiana Ristorazione di Reggio Emilia, guidata da Chiara Nasi, porta a casa non solo i numeri attesi – 4 milioni di visitatori nei locali, 23 milioni di euro di fatturato – ma anche, rileva l’azienda – ”il successo di una filosofia di servizio che ha avuto la sua massima espressione nei nuovi modelli di ristorazione lanciati all’Esposizione e in un approccio alla nutrizione che ha fatto leva sui valori della cultura, della sostenibilità e del diritto a un cibo giusto a prezzi accessibili”.

Con 4.000 posti a sedere, i 17 ristoranti e i 3 punti ristoro a Cascina Triulza hanno infatti alternato nei 6 mesi di Expo idee nuove per vivere il cibo nel terzo millennio. “Confermando la sovranità del Made in Italy, dai dati di vendita di CIR food sono emerse alcune interessanti tendenze sui consumi di oggi e di domani: la ‘semplicità‘ si conferma come uno dei valori chiave quando si parla di food, seguita a ruota dalla ‘tradizione‘ che ha guidato le scelte della maggior parte degli utenti. Un mix che si riflette nelle migliaia di kg di pizza e pasta preparati nel corso della manifestazione e nei quasi 2 milioni di caffè serviti ai visitatori.

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