HomeAttualitàDisoccupazione giovanile, Bologna è settima in Italia

Disoccupazione giovanile, Bologna è settima in Italia

Aumenta ancora la disoccupazione giovanile a Bologna, che ha visto quasi raddoppiare i senza lavoro tra i 15 e i 34 anni dal 2008 a oggi, fino agli oltre 29mila che a giugno erano iscritti ai centri per l’impiego della provincia. Quasi 3mila in più rispetto a un anno fa. Un esercito di precari che hanno perso il posto, ex studenti che cercano il primo impiego o ragazzi che si barcamenano tra un lavoretto e l’altro. Un dramma quasi sconosciuto, fino a pochi anni fa, in una terra a piena occupazione.

E se l’Istat ha certificato da tempo che i giovani senza lavoro (15-24 anni) in Italia sono il 44,2%, oggi fa un certo effetto trovare Bologna in cima alle classifiche nazionali per la disoccupazione dei giovanissimi. Secondo gli ultimi dati disponibili, quelli riferiti alla media del 2013, a Bologna e provincia è alla ricerca di un lavoro il 45,7% dei giovani sotto i 24 anni, contro il 28,9% del 2012 e il 4,4% del 2008. Dieci volte tanto rispetto a sei anni fa. Un dato al di sopra della media nazionale, nel 2013 ferma al 40%, che piazza il capoluogo emiliano al settimo posto in Italia, subito dopo Torino (46,4%), ma poco lontano da, nell’ordine, Catania al quinto posto (49,6%), Palermo, Bari, Napoli e Messina (prima col 65,5%). Un picco che gli esperti spiegano con l’alto tasso di scolarizzazione della provincia di Bologna (il dato sulla disoccupazione non tiene conto dei giovani che ancora frequentano scuole superiori o università), ma che allarma se confrontato col dato del 2008.

Questi numeri allarmanti fanno il paio con quelli elaborati dalla Provincia, che nei Centri per l’impiego misura il polso dell’economia con più fedeltà dell’Istat. Tra i 92mila che cercavano un posto di lavoro a fine giugno infatti, ben 29mila avevano meno di 34 anni, quasi raddoppiati rispetto ai 17mila dello stesso periodo del 2008, con un aumento più consistente proprio tra gli under 24, passati da 3.600 a 7.100.

Tra i disoccupati il 12% è laureato e quasi il 37% ha la scuola media inferiore, a Bologna non era mai successo” – sottolinea Maurizio Lunghi, segretario della Cgil, secondo il quale “servono risorse per intervenire sulla formazione e sul collegamento scuola – imprese, come in Ducati e Lamborghini”.

E intanto resta incerto il quadro regionale, almeno a vedere i dati della cassa integrazione tra gennaio e agosto elaborati dalla Cgil emiliana: quasi 51 milioni di ore totali. “Il perdurare della crisi è evidente – spiega Antonio Mattioli la cassa ordinaria diminuisce di 5 milioni di ore, ma la straordinaria aumenta di 4,3”.

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