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Crisi, aumentano i lavoratori interessati dagli ammortizzatori

Ad aprile 2012, rispetto al mese precedente, aumenta di un centinaio il numero complessivo dei lavoratori interessati agli ammortizzatori che si conferma oltre le diecimila unità. Si incrementa di oltre trecento il numero dei lavoratori in Cassa Integrazione Ordinaria e cala di oltre duecento il numero dei dipendenti interessati alla Cassa Integrazione Straordinaria e Contratti di Solidarietà. Lo dicono i dati sulla rilevazione della crisi elaborati dalla Cgil di Reggio.

Sono 10.199 i lavoratori coinvolti complessivamente in sospensioni dal lavoro (133 in più rispetto al mese precedente). Anche i dati delle ore autorizzate confermano che, mentre il dato della Cassa Ordinaria è significativamente al di sotto del 2009, aumentano, fino a superare il dato 2010, le ore per la Cassa Straordinaria e i Contratti di Solidarietà perché riguardanti imprese interessate da situazioni di ristrutturazione e riorganizzazione, ma si incrementa notevolmente l’utilizzo degli ammortizzatori in deroga.
I dati più rappresentativi sono relativi alle ore di cassa in deroga autorizzate nel primo quadrimestre per il settore del commercio e servizi (magazzini, negozi, agenzie di viaggio, pulizie, ristorazione, ecc.): dalle 356.975 ore del 2011 alle 1.084.747 del 2012 , e per il settore dell’edilizia: dalle 9.536 ore del 2011 alle 84.910 del 2012 (Tab. 4).

Sono già arrivati a conclusione i ricorsi a CIGS e CDS in 196 imprese: di queste 115 aziende (pari al 58,7%) con 7.281 lavoratori coinvolti hanno ripreso la normale attività lavorativa. Nelle restanti imprese, in gran parte coinvolte in procedure concorsuali, cessazioni di attività, fusioni, ecc., si è fatto ricorso ad ulteriori periodi con l’attivazione della CIGS in deroga, in alcuni casi si sono attivati o prorogati i Contratti di Solidarietà, in altri casi i lavoratori sono stati collocati in mobilità.

A Aprile 2012, dall’inizio della crisi (2008), sono 135 le aziende che hanno attivato procedure di mobilità per 2.218 lavoratori (+ 187 rispetto a Dicembre 2011) occupati in imprese sopra i 15 addetti; nella maggior parte dei casi la collocazione in mobilità avviene utilizzando come criterio la volontarietà individuale dei lavoratori, perlopiù coloro che nel periodo di durata della mobilità accedono alla pensione; ma si incrementa anche il numero di aziende che cessano definitivamente l’attività soprattutto a seguito di procedure concorsuali (fallimento e concordato preventivo).

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