HomeAttualitàCibus, i dipendenti comunali contestano Pizzarotti

Cibus, i dipendenti comunali contestano Pizzarotti

L’edizione 2014 di Cibus, la fiera del food parmigiana più nota a livello nazionale, poteva essere ricordata per l’ennesimo record di espositori – arrivati a 2700. Invece, quella di quest’anno sarà anche ricordata come la volta – la prima, a memoria – in cui il sindaco di Parma è stato contestato. Protagonisti della protesta i dipendenti comunali, che proprio per oggi avevano proclamato una giornata di sciopero con tanto di presidio davanti al quartiere fieristico.

Nel mirino i mancati riconoscimenti di indennità  integrative e i tagli che a detta dei sindacati la giunta avrebbe operato ai danni dei dipendenti nonostante i consistenti aumenti di alcune tasse comunali (su tutte, le rette scolastiche). “L’adesione allo sciopero è stata molto alta, circa l’80 per cento – spiega Sauro Salati di Fp Cgil – sono stati garantiti solo i servizi essenziali”. Per sopperire la mancanza della polizia municipale lungo le strade che portano alle Fiere sono state chiamate in aiuto le altre forze dell’ordine e i vigili dei corpi provinciali oltre che dei Comuni limitrofi. Asili nido e scuole materne in città invece sono state tenute quasi tutte chiuse, perché a protestare insieme ai vigili e agli impiegati sono state anche maestre ed educatrici che da tempo chiedono inutilmente di essere assunte.

“Non ci sono dipendenti di serie A e di serie B – aggiunge Pia Russo di Cisl – e le risposte che ha dato il sindaco non bastano. Non vogliamo un direttore generale per il Comune, vogliamo che vengano assunte le persone che ne hanno il diritto”.

Il riferimento è al direttore generale che sarà inserito nell’organico da giugno e che costerà alle casse del Comune 150mila euro, a cui si aggiungeranno 48mila euro per nuove posizioni organizzative all’interno della macchina amministrativa. Ma intanto che si spendono soldi per una nuova assunzione e nuovi ruoli di responsabilità “i vigili urbani sono sotto organico da anni e questo – spiega Luca Iuculano del Diccap Sulpm – mentre ci si chiedono continui sforzi”.

Pizzarotti da parte sua ha replicato lamentando la scarsità di risorse nelle casse comunali. Quanto agli aumenti di tasse, ha replicato ai sindacati con una battuta: “Ma quindi vorrebbero che aumentassimo le tasse per dare più soldi a loro? Le richieste non sono sostenibili dal punto di vista economico: in tutti i settori, compreso quello del personale, le possibilità non sono le stesse degli altri anni. E grazie ai tagli del governo abbiamo dieci milioni in meno”.

I NUMERI DI CIBUS – Quanto ai numeri della 17esima edizione di Cibus, si tratta di 60mila operatori commerciali, tra italiani e stranieri, tra cui mille top buyer da ogni continente. Le aziende alimentari che espongono da oggi a giovedì sono 2.700, tutte italiane: da giganti del settore come Barilla a Granarolo, Bauli fino al neonato Consorzio di tutela dell’aceto balsamico di Modena Igp.

La kermesse è stata inaugurata questa mattina alla presenza del vice ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. In base ai dati forniti, nei prossimi anni il settore è quello che crescerà di più in valore, +8,2% a fine 2017 con 800 milioni di nuovi consumatori di prodotti italiani. Eppure gran parte del giro d’affari è in mano a un piccolo numero di grandi aziende. Il governo “intende quindi lavorare per favorire i processi di internazionalizzazione delle Pmi, per il riconoscimento dei prodotti Igp e contrastando le contraffazioni alimentari”. Previsto anche un piano straordinario per promuovere l’italian food negli Stati Uniti e in Canada, attraverso la grande distribuzione.

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