HomeAttualitàAnno nuovo, tasse più alte: toglieteci tutto, ma non le tradizioni

Anno nuovo, tasse più alte: toglieteci tutto, ma non le tradizioni

Gli anni passano, ma certe tradizioni restano. Una delle più solide, almeno in Italia, riguarda l’arrivo di aumenti delle tasse in concomitanza con l’inizio dell’anno (l’altro momento “caldo” arriva poco prima dell’estate).

In base ai calcoli della Cgia di Mestre sarebbero una dozzina i balzelli in aumento per il 2015. I più penalizzati saranno gli automobilisti, quindi le categorie professionali che quotidianamente utilizzano l’auto o il camion (taxisti, agenti di commercio, autotrasportatori) e i lavoratori autonomi iscritti alla sezione separata dell’Inps (freelance).

Tra le tasse e le imposte interessate dagli aumenti figurano acqua potabile, multe per violazione del codice della strada, tasse automobilistiche (dovute anche per gli autoveicoli e motoveicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico), pedaggi autostradali, contributi previdenziali per artigiani e commercianti, contributi previdenziali gestione separata Inps, birra e prodotti alcolici, tassazione dei fondi pensione, tassazione sulla rivalutazione del Tfr, riduzione delle esenzioni sui capitali percepiti in caso di morte in presenza di assicurazione sulla vita e, infine, Iva per l’acquisto del pellet.

I soggetti interessati da questi aumenti – fa notare il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussisaranno in particolar modo gli automobilisti e tutte le categorie professionali che utilizzano quotidianamente un’auto o un camion, come i taxisti, gli agenti di commercio, gli autonoleggiatori o gli autotrasportatori”. Questo a causa del “ritocco delle sanzioni in caso di violazione del codice della strada, del probabile aumento medio dei pedaggi autostradali fino all’1,5% e delle tasse per le auto e moto storiche. Ma coloro che subiranno gli aumenti più preoccupanti saranno le partite Iva iscritte alla sezione separata dell’Inps. Per questi freelance l’aliquota passerà dal 27,72 al 30,72 per cento”.

Gli autonomi colpiti sono in particolar modo formatori, ricercatori, informatici, creativi e altre categorie di consulenti, generalmente operanti al di fuori di ordini e albi professionali, che lavorano per imprese o enti della pubblica amministrazione.

Secondo Bortolussi, comunque, per uscire dalla crisi è necessario rilanciare i consumi interni. “Sebbene sia stato confermato il bonus Irpef per i redditi medio-bassi e le bollette di luce e gas siano destinate a subire una leggera flessione, nel 2015 i consumi delle famiglie continueranno a ristagnare, attestandosi, secondo le previsioni, attorno ad un modesto +0,6 per cento. Seppur in aumento rispetto agli ultimi anni, con questi livelli di crescita torneremo alla situazione pre-crisi solo fra 10-12 anni. Se vogliamo uscire da questa fase di depressione dobbiamo assolutamente rilanciare la domanda interna attraverso un ripresa degli investimenti, una riduzione del carico fiscale e un conseguente incremento degli impieghi a favore delle famiglie e delle piccole imprese. Le decisioni economiche prese in questi ultimi mesi vanno nella direzione giusta, ma sono ancora troppo timide. Con un tasso di disoccupazione che nel 2015 è destinato a sfiorare il 13 per cento non abbiamo alternative: dobbiamo ridare slancio ai consumi interni”. Finché restano vive certe tradizioni relative ai rincari sarà dura.

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