Ora basta con l’anatocismo: condannata FinecoBank

Niente più interessi anatocistici anche per la banca online reggiana FinecoBank e  IW Bank. Il tribunale di Milano ha condannato le due banche  per l’applicazione di interessi anatocistici, vietati dal 1° gennaio 2014 nei contratti di conto corrente con i consumatori.

Le banche dovranno pubblicare il dispositivo del provvedimento sulle homepage dei propri siti Internet e dovranno comunicarlo a tutti i consumatori nelle stesse modalità con le quali vengono inviati gli estratti di conto corrente. Salgono così a 9 le banche che, grazie alle vittorie nelle azioni collettive del Movimento Consumatori, in caso di scoperti di conto e aperture di credito, non potranno più applicare interessi anatocistici nei conti correnti dei consumatori.

 

ANATOCISMO: COS’E’?

Ecco come funziona il meccanismo truffaldino nascosto dietro il termine che deriva dal greco anà (di nuovo) e tokismòs(interesse) ovvero il calcolo “dell’interesse sull’interesse” (cosiddetto “interesse composto”), in altre parole la progressiva capitalizzazione degli interessi maturati su una somma di denaro. Da un punto di vista strettamente giuridico, in un’obbligazione pecuniaria l’utilizzo dell’anatocismo comporta quindi, per il debitore, il pagamento ogni tre mesi non solo del capitale e degli interessi concordati, ma anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già computati e già scaduti, comportando conseguentemente una crescita esponenziale del debito.

Ad esempio: si prenda un capitale di 100 € e un saggio di interesse del 2%. Alla prima scadenza, dopo l’applicazione degli interessi, si avrà che il capitale (100 €) e interessi (2 €) daranno una somma di 102 €. Alla seconda scadenza, il calcolo degli interessi dovrebbe di nuovo effettuarsi tenendo a riferimento, come base, il capitale iniziale (100 €); e, pertanto, anche nei mesi successivi, ogni singola quota di interessi darebbe sempre essere di 2 €. Invece, qualora si effettui un calcolo anatocistico, la base su cui applicare il saggio del 2% non è più 100 €, ma 102 € (capitale di 100 € + 2 € di interessi). Ne deriva che già alla seconda mensilità, gli interessi non sono più 2 € bensì 2,04 € (per un totale di € 102,04). Anche alle successive scadenze, si verificherà lo stesso fenomeno. Nel terzo mese, l’interesse verrà applicato su € 104,04 € (ossia: capitale di 102,04 € + 2% di interesse). Gli interessi, quindi, alla terza scadenza, ammonteranno a 2,08 €. E così via.

 

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