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Un incontro nel segno di Jervis

Il prof. Massimo Marraffa

Lunedì 10 maggio il prof. Massimo Marraffa (curatore di due importanti opere dello psichiatra Giovanni Jervis recentemente ripubblicate da Edizioni thedotcompany di Reggio Emilia) terrà un incontro a Roma – Università La Sapienza, Dipartimento di Filosofia – sul tema “L’identità: miti, individui e società“.

Due ore, dalle 10.30 alle 12.30: una lezione che sarà possibile seguire sia in presenza (per gli studenti universitari) sia in streaming via Zoom (aperta a tutti, senza necessità di iscrizione: vedi il link nella locandina).

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I due volumi di Jervis (scomparso nel 2009) curati da Marraffa (che insegna a Roma Tre), entrambi pubblicati da Edizioni thedotcompany nella collana “Uomini Scienze Tecnologie”:

Individualismo, responsabilità e cooperazione (2021): https://www.edizionithedotcompany.it/…/individualismo…/

Gli apporti venuti alla psicologia dalla teoria dei giochi, la sociologia e l’economia sperimentale hanno creato negli ultimi quarant’anni un connubio felice tra queste scienze e la psicologia. Ne è emersa una nuova antropologia: gli esseri umani non sono né naturalmente buoni né naturalmente cattivi e sono naturalmente portati a forme di socialità, di cooperazione e perfino di altruismo, oltre che ovviamente anche alla competizione e talora alla distruttività. Vanno però distinte due forme di altruismo. La più elementare è la forma di altruismo finalizzato alla conservazione del gruppo dei consanguinei.

Una forma di altruismo più evoluto è quello reciproco e riguarda la cooperazione “a rischio” tra individui non imparentati, e talora perfino fra estranei. È questa una forma di cooperazione che prende forma col diffondersi di strategie di fiducia “allargate” (cioè “fra estranei”) in grado di prevalere sui solidarismi tribali tradizionali e sui sistemi localistici e clientelari. Nel mondo della modernità e della globalizzazione, la possibilità di decollo socioeconomico di una nazione dipende in misura cospicua dal diffondersi di questa forma di cooperazione “aperta” o “allargata”. Il familismo, il clientelismo, la cultura della raccomandazione, i padrinaggi fanno parte di una cultura premoderna che non produce né senso critico, né emancipazione per i giovani e le donne e neppure benessere economico.

DA SINISTRA: GIOVANNI JERVIS, ALESSANDRO PAGNINI E GILBERTO CORBELLINI A FIRENZE NEL 2007

Non si ha buona cooperazione
se non in relazione a un individualismo
rettamente inteso: cioè legato
al concetto di responsabilità individuale.
Portando alla luce questo intreccio
fra i concetti di individualismo,
responsabilità e cooperazione,
la psicologia si ritaglia uno spazio
importante nell’universo della politica.

 

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-> La conquista dell’identità (2020): https://www.edizionithedotcompany.it/…/la-conquista…/

Una parte dei difficili temi sociali emergenti nel mondo di oggi, dall’attivarsi di nuovi regionalismi e nazionalismi, al crescere dei movimenti integralisti in campo religioso, ha al suo centro un drammatico problema di identità. Da un lato il mondo della “tarda modernità” in cui viviamo invita ciascuno a determinare liberamente, cioè a re-inventare, la propria identità, rompendo i vincoli delle tradizioni. D’altro lato questo processo crea dei “vuoti” di identità o dei momenti di smarrimento, e porta all’insorgenza di identità collettive di stampo etnico e regionalistico, o anche religioso.

Nel corso degli ultimi decenni le scienze psicologiche hanno messo a punto validi strumenti di analisi per ragionare su questo problema, un tempo appannaggio esclusivo della sociologia. Nell’intrecciare le teorie e i dati che emergono dalla psicologia dell’identità, il libro propone una tesi precisa: l’identità personale è essenzialmente un itinerario di autorealizzazione, che vuol dire scoperta e messa a frutto del proprio talento, o anche delle disposizioni e delle esigenze più profonde di una determinata struttura psichica. È un concetto che affonda le sue radici nell’eudaimonìa della filosofia classica greca, un tema di fondo che percorre la cultura occidentale, un’idea legata all’etica protestante, a un’etica laica che punta sul rischiare se stessi, sulla responsabilità individuale anche verso la collettività.

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