HomeCulturaQuattro Castella: il Natale come 900 anni fa

Quattro Castella: il Natale come 900 anni fa

Questa sera (26 dicembre, ore 21) attori, musicisti e figuranti rievocano la festa di Santo Stefano di Matilde di Canossa. Il ricavato della rappresentazione teatrale sarà devoluto al Grade

Antonietta Centoducati interpreta Matilde di Canossa

Nell’antica pieve di Sant’Antonino Martire a Quattro Castella, consacrata nel 1112, al cui interno, per volere di Matilde di Canossa, si trova ancora oggi una lapide che ricorda la memoria di quel tempo lontano, giovedì 26 dicembre, alle ore 21.00, si svolgerà la nona edizione della rappresentazione teatrale “Un Natale di 900 anni fa”.
L’evento, in parole e musica – curato dall’Associazione Amici di Matilde di Canossa e del Castello di Bianello, con il patrocinio dell’Amministrazione di Quattro Castella e di Destinazione Emilia – prende spunto dal nucleo teatrale con Maria Antonietta Centoducati e Mario Stefanini dal titolo “Un ospite inatteso”.

L’idea, sviluppata da Giuliano Grasselli che ne cura la regia, vuole essere un omaggio al femminile: nella stessa terra in cui ogni primavera, a maggio, si ripete l’incontro tra Matilde di Canossa e Enrico V, la leggenda narra che la Contessa, nel giorno di Santo Stefano, scendesse dai suoi castelli arroccati sui monti e festeggiasse con la sua gente, nella chiesa di Sant’Antonino, ai piedi del Bianello, le feste del Natale.

I coniugi Narciso e Imelde Cilloni

Accanto ai protagonisti, anche i figuranti della Maestà della Battaglia. Tra musiche e canti si alterneranno Edda Chiari al violino e la Scuola di Musica di Fiorano Modenese, l’artista di fama internazionale Cristina Calzolari all’arpa gotica e all’organo portativo, la Schola Femminile della Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia diretta da Silvia Perucchetti, il maestro Claudio Incerti all’organo e le voci di Monia Friggieri e Matteo Bortolotti.

Da sempre sostenitori dell’iniziativa i coniugi Narciso e Imelde Cilloni, grandi benefattori di molte attività di volontariato. L’intero ricavato della serata, sarà devoluto al Grade. Al termine dello spettacolo il consueto, lo scambio degli auguri sul sagrato della chiesa, accompagnati da un fumante vin brulè.

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