Rosta Nuova, storia di un esperimento riuscito

Anna Vittoria Zuliani

«Un piano per incrementare l’occupazione operaia, mediante la costruzione di case per lavoratori”, così venne presentata nel 1949 l’INA Casa, che prevedeva l’introduzione dell’iniziativa pubblica in un settore quasi esclusivamente privato come quello dell’edilizia. I quartieri facenti parte del piano pubblico costruiti dall’Ina fino al 1963, anno in cui venne chiusa, possono essere tuttora considerati all’avanguardia e costituiscono tasselli fondamentali per il progresso di urbanistica e architettura.

A Reggio Emilia la pianificazione del quartiere Rosta Nuova è tra quelle maggiormente degne di nota, alla cui origine fu il prg firmato Albini, Castiglioni e De Carlo del ’49 (che non fu mai attuato, ma venne mantenuto a riferimento per i successivi progetti d’intervento), mentre il disegno definitivo fu presentato dallo stesso Albini, Helg e Manfredini nel ‘56. Un piano di edilizia residenziale appunto, che prevedeva la costruzione di 516 alloggi e spazi commerciali con 38 negozi, collocati in un’area tra la città e la campagna, contestualizzato in un’area edificata solo in parte da case unifamiliari. La distribuzione planimetrica degli edifici mostra la presenza di un controllo distributivo lineare intorno ad un asse stradale centrale, ma al tempo stesso non sottolinea i propri confini fisicamente, se non attraverso un impianto stradale a circonvallazione.

L’inserimento in un contesto di semi-centro non avviene dunque contrapponendo nettamente il nuovo edificato alle preesistenze, ma con la progettazione di edifici residenziali via via più isolati, per evitare il rischio di chiusura della zona, edifici che furono realizzati tra il 1965 e 1968 con un nuovo intervento INA Casa. L’identità del piano come quartiere cittadino è sottolineata grazie al carattere architettonico degli edifici residenziali in linea in mattoni faccia a vista e cemento armato, che si connettono senza fratture a quelli pubblici, dando luogo ad un tessuto omogeneo, identitario, il cui fulcro compositivo è costituito dalla piazza che ne diventa l’elemento aggregativo .

Non c’è piano urbanistico che si rispetti se non dotato dei servizi necessari: ed ecco anche in questo caso l’inserimento della scuola, la chiesa, e in seguito la biblioteca, il cinema. E’ proprio il carattere di paese, dotato dei servizi essenziali ma commercialmente strettamente dipendente dal centro vicino, il punto di forza della pianificazione in questione. Si è venuto a creare al suo interno un sentimento di forte appartenenza proprio grazie alla convivenza tra scala urbana ed architettonica, dove la funzionalità dell’una arriva ad integrarsi con la proporzione dell’altra dimensione più autonoma e privata. A mio parere, tra gli interventi residenziali della città più riusciti.

Share This Post

GoogleRedditBloggerRSS

7 Responses to Rosta Nuova, storia di un esperimento riuscito

  1. Avatar
    fazpaver 17 Ottobre 2011 at 20:23

    la fiera delle banalità…
    sono 50 anni lo sappiamo. grazie capitan ovvio!

    “Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla” [Cit…]

    • Avatar
      anna vittoria 17 Ottobre 2011 at 21:00

      “Sapete, a volte se un tipo non crede in quello che fa, se la cava molto meglio, perché è libero da implicazioni emotive.”

  2. Avatar
    fazpaver 17 Ottobre 2011 at 22:56

    …chapeau

  3. Avatar
    fazpaver 17 Ottobre 2011 at 22:57

    pardon, je veux dire touche…

  4. Avatar
    podista 17 Ottobre 2011 at 23:25

    a me è sembrato interessante e per niente ovvio, ho imparato molte cose che non conoscevo. tu fazpaver potresti anche pensare che non tutti magari conoscono ciò che conosci tu. o no?

  5. Avatar
    holz 18 Ottobre 2011 at 08:03

    scrivilo tu un articolo e guardiamo quanto sei bravo

  6. Avatar
    fazpaver 18 Ottobre 2011 at 19:10

    podista nelle tue corsette è ora che passi anche da via Wybicki
    e chiedi a holz se sa chi era…