Qui si fa il romanzo storico o si muore. In visibilio al Catòmes Tòt

quartetto

Da destra a sinistra i tre relatori: Carlo Baja Guarienti, Elisa Guidelli e Alessandro Di Nuzzo. Ultimo a sinistra, attempato signore che cerca di rapire il giovanissimo Elia (ideatore della fortunata rassegna sotto le stelle). Verrà poi fermato all’uscita del Circolo e portato in caserma per l’identificazione

“Studia il passato se vuoi prevedere il futuro” (Confucio)

Buona anche la seconda, quando il Catòmes Tòt si è trasformato per una serata nel Catòmes History, ovvero qui si fa il romanzo storico o si muore.

In una settimana di irripetibili intrecci temporali (a partire dal 900esimo anniversario della morte della Grancontessa Matilde di Canossa), la rassegna letteraria che sta animando il centro reggiano (vieppiù deserto per vacanze coatte) ha vissuto il suo momento più “a ritroso”. Ma proiettato editorialmente nel futuro. Carlo Baja Guarienti infatti, promettente storico e impareggiabile affabulatore di casa nostra, ha presentato i freschissimi di stampa romanzi di Alessandro Di NuzzoLa stanza del Principe” (Wingsbert House) ed Elisa Guidelli “Il romanzo di Matilda” (Meridiano Zero).

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“La stanza del manovale”: Di Nuzzo colto nelle fasi di allestimento del palco del Catòmes History

Dedicato ad un periodo della vita del Macchiavelli il primo, alla medievale Viceregina d’Italia il secondo, il filo dialettico è passato con estrema nonchalance dalla materia alta (il senso stesso del romanzare la storia o storicizzare la prosa) a quella leggermente più bassa (colpi sotto la cintola per intenderci, quando si è discettato delle coeve pratiche erotiche e dei carteggi pruriginosi dei vip del passato, con esibito godimento del pubblico che ha chiosato con gridolini e ammiccamenti vari). Creando un’atmosfera “calda” che ha immediatamente vaporizzato i tentativi di pioggia in atto.

I due romanzi in questione, avvincenti e fedeli, non rispondono alle domande ultime dei contesti evocati e dipinti a fior di penna, ovvero le questioni (ad oggi irrisolte) legate alla lotta tra il potere temporale e quello spirituale da una parte, o dall’altra se sia il Principe sostanzialmente un libro di denuncia piuttosto che il manuale del perfetto cinismo; ma le arricchiscono di ulteriori quesiti.

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