Quando la periferia ritrova un’identità

Anna Vittoria Zuliani

Nelle città italiane ci sono angoli di periferia che restano storiche testimonianze tangibili degli “anni duri” (gli anni ’50) del movimento operaio, nei quali la nostra città svolse un ruolo di primo piano. A volte ci si dimentica della riqualificazione necessaria di interi quartieri, che hanno bisogno di trovare una nuova identità per richiamare l’attenzione sul ruolo che hanno avuto storicamente.

Proprio Reggio Emilia può però essere annoverata tra i pionieri di questa particolare politica, grazie ad una passata iniziativa utile da richiamare alla memoria per invitare a promuoverne un seguito. 18 settembre 2010: presso il Quartiere Case Operaie di Mancasale si conclude il progetto ¡Murales!, che vede gli artisti di “Proyecto Ritual” alle prese con la decorazione dei muri esterni delle palazzine di via Selo e via Candelù, dopo un periodo di contatto diretto degli artisti con il luogo, le persone, le abitudini.

Lo scopo nonché la prova della riuscita dell’esperimento consiste nella effettiva riqualificazione del quartiere attraverso la Street Art. Un intervento che prova che la qualità architettonica non è necessaria per la qualità abitativa, e che quest’ultima si deve basare su analisi sociali prima di affidarsi solamente a parametri estetici. La cultura del riuso, della riconsiderazione degli immobili, la loro rivalutazione attraverso semplici iniziative (ma che si fanno strada così faticosamente), che personalizzano aree che altrimenti rischiano di perdere valore: tutto ciò va riconsiderato in una fase di caduta libera dell’economia.

Sono proprio queste le iniziative utili a rilanciare il compito urbanistico delle amministrazioni, che sembra abbiano un disperato bisogno di richiamare alla propria presenza attiva per smentire quella crisi politica inevitabile dopo anni di comodo esercizio svogliato del proprio ruolo. E’ un modo per rivolgere l’attenzione alla qualità dell’abitare come un diritto, per aggiungere valore contemporaneo (laddove non sono necessari grossi interventi) ad edifici in cui si sono fatti pezzi di storia e perciò ne portano il peso. L’iniziativa al Quartiere Operaio di Mancasale prova l’utilità di progetti che, sebbene si attuino attraverso interventi artistici, si muovono dai principi delle logiche storico-sociali, hanno origine ‘dal basso’, perciò sono possibili.

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3 Responses to Quando la periferia ritrova un’identità

  1. Avatar
    fazpaver 17 Ottobre 2011 at 20:27

    continuiamo con le novità.
    ma com’è che ogni peggiano che vuole dare sfoggio di sè comincia a scrivere sui giornali online.

    “Anche una sega va fatta bene” [cit…]

  2. Avatar
    podista 17 Ottobre 2011 at 23:27

    no scusa , ho capito che se solo un montato. amen.

  3. Avatar
    fazpaver 18 Ottobre 2011 at 19:14

    hai dimenticato una i