Lettera aperta al collega Ghiggini. Che fai tu Ufo in ciel?

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Fuoco amico: rivogliamo sulla terra il marziano Ghiggini

E’ da anni il migliore in circolazione, almeno dalle nostre parti; penna intrisa nel curaro ma per il solo gusto di giustizia e verve giornalistica d’inchiesta come ai vecchi tempi. Refrattario a veline e uffici stampa, preferisce la strada e i bar, dove il passaparola regala a volte notizie vere. Pierluigi Ghiggini da Lerici, classe ’53, reggiano d’adozione dopo i casi della vita, ha passato l’esistenza ad occuparsi di cose assai terrene:  scandali, morti ammazzati, corruzione, politica e dopoguerra ma ultimamente è partito coi suoi articoli per la tangente misterica.

Certo non alla Roberto Giacobbo, il quale se vede un essere più peloso della media grida allo Yeti, ma insomma dando spesso credito a visioni ufologiche, apparizioni aliene, mondi paralleli e porte segrete d’altre dimensioni. Il tutto ben circoscritto per di più ai cieli sopra la Pietra di Bismantova o al massimo l’Appennino reggiano, diventato nelle incredibili testimonianze dei sensitivi una sorta di Regno di Aztlan di tutto quanto fa arcano.

Cresciuto alla scuola de l’Unità, dove l’unico fantasma temuto era quello di Aldo Moro, fondatore di diverse testate giornalistiche sempre caratterizzatesi per libertà e originalità, l’amico e collega Ghiggini, forse deluso dalla piega salottiera della socialdemocrazia, avrebbe così deciso di allargare gli orizzonti. Un po’ troppo lo bacchettiamo noi (che lo stimiamo assai e gli vogliamo bene altrettanto), stiracchiando a tal punto l’iniziale prospettiva di sinistra, tutta fabbrica e società, fino a comprendere e prendere come buona la dimensione metafisica ai confini della realtà.

Evidentemente troppo puro per scendere a compromessi col dirottamento d’orbita del Sol dell’Avvenire, Ghiggini ha preferito ritagliarsi un mondo di reportage alla Dan Brown dove nell’indefinitezza dell’enigma resta spazio per le speranze umane. Ma noi lo rivogliamo tra noi in carne e ossa, con la sua ligure immanenza; distolga lo sguardo dall’empireo dove baluginano luci sconosciute e astronavi marziane. Vedrà meno barlumi ma tornerà a rischiarare le nostre tenebre intellettuali.

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One Response to Lettera aperta al collega Ghiggini. Che fai tu Ufo in ciel?

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    Ghiggini 29 Maggio 2013 at 18:30

    Grazie, grazie, troppa grazia e benevolenza per un povero cronista come me da un Cavaliere Templare qual è l’autore di cotanto sublime appello. Sono riconoscente, ma per favore lasciatemi ancora un po’ sognare negli spazi siderali e raccontare quello che le persone vere vedono nel cielo. Dopotutto gli ufo e sfere luminose sono più divertenti e più umani di molti politicanti, dei loro disastri e dei loro silenzi arroganti, della stazione più bella ma isolata del mondo, dei crac delle coop e dei prestiti svaniti alla Cmr, dei debiti che affondano le Fiere e di cui nessuno parla. Dopotutto, come scrive Pamparana nel prossimo numero del GdR, ciascuno di noi ha un amico dell’altra stella. E, confessate, tutti ci credete, tutti quanti.
    Il povero cronista coglie l’occasione per annunciare altre puntate con nuove clamorose rivelazioni. E nel frattempo fa sommessamente osservare che bisogna distinguere tra gli avvistamenti Ovni (che comunque si moltiplicano) e le indagini sulle sfere di luce della Pietra, uno dei siti più importanti al mondo per i fenomeni luminosi anomali: faccende naturali ma di origine sconosciuta, che suscitano l’interesse di parecchi scienziati. Si chiedeno qui un paio di trasmissioni su Teletricolore, garantendo ricercatori in studio e immagini da sballo. Il Cavalier Giampar accetterà la sfida?