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L’antologica romana di Berengo Gardin

berg04Le immagini di Gianni Berengo Gardin sono davanti agli occhi di tutti, anche solo per il grande potere che hanno di raccogliere e dare nuova vita alle esperienze fotografiche dei maestri. Fino al 28 agosto a Roma il Palazzo delle Esposizioni espone una sua antologica intitolata Vera Fotografia: reportage, immagini e incontri. Il titolo allude al marchio di autenticazione “Vera fotografia” apposto sulle stampe originali del fotografo ma la metafora richiama, molto esplicitamente, la componente documentaristica di questo fotografo che ha sempre saputo unire con gran intelligenza -come gli artisti migliori sanno fare – il racconto all’evocazione, la capacità di parlare di esperienze universali e l’adesione forte e personale alla realtà.

(Piccola digressione: a quest’ultima frase uno potrebbe anche dire: per forza, è un fotografo, se non rappresenta la realtà lui. Questo è vero fino a quando non si incontrano fotografi come Mario Giacomelli,  del quale vi indirizzerei a visitare la mostra al Museo di Roma non fosse terminata domenica 29 maggio. Giacomelli è il commovente anello di congiunzione tra la fotografia e la pittura, in cui la tecnica è utilizzata al limite delle sue possibilità per creare immagini e metafore partendo da forme e non dalla realtà. Ecco vedendo Giacomelli si capisce come può un fotografo, volendo, non aderire alla realtà).

Le foto di Berengo Gardin, dicevo all’inizio, son davanti agli occhi di tutti perché famosissime e indimenticabili, dove “indimenticabile” non è necessariamente un giudizio estetico, ma un dato di fatto. La su capacità di cogliere l’attimo e di creare fotografie che escono dal tourbillon della banalità è stupefacente, la sua naturale inclinazione a digerire la storia della fotografia moderna per ridarne un risultato nuovo, significativo e originale è toccante.

NormandiaLa mostra del Palazzo delle Esposizioni è molto ampia e raccoglie anni e aspetti anche molto diversi della sua produzione e proprio per questo si visita con grande piacere – intervallando il lungo percorso tematico con pause relax negli scomodissimi divani dell’atrio centrale. Sì perché 250 fotografie son davvero tante, specialmente quando son tutte – o quasi – memorabili, e in alcuni casi inedite. Dal 1954 al 2015, la mostra racconta molta della storia d’Italia attraverso alcuni dei principali temi affrontati negli anni dal fotografo (Venezia; Milano e il lavoro; Manicomi, zingari e foto di protesta; Italia e ritratti; Le donne; Visioni del mondo: paesaggi e Grandi Navi”).

Una interessante chiave di lettura proposta è quella dei commenti. Molte personalità del mondo della cultura (registi, giornalisti, scrittori, fotografi…) diventati col tempo amici del fotografo, hanno adottato una fotografia, per la quale hanno dato un personale commento. Una modalità curiosa di fornire spunti al visitatore attraverso voci e sensibilità diverse. Ogni sezione è infatti introdotta da un buon contributo descrittivo, sintetico e completo al tempo stesso e davvero utile per la lettura del percorso, a cui queste selezioni danno un arricchente contributo.

Vera Fotografia: reportage, immagini e incontri

Roma, Palazzo delle Esposizioni,
Via Nazionale 194

www.palazzodelelesposizioni.it

Fino al 28 agosto 2016

Valutazione:☺☺☺

Consiglio di visione: Per quelli che ci capiscono e per quelli che non ci capiscono ma vorrebbero capirci -di fotografia-, che partire da Berengo Gardin è un buon cominciare.

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