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La fine del secolo americano?

summerschoolusa2016Termina oggi presso la Sala Convegni del Seminario dell’Abbazia di Marola la 12a edizione della Summer School sugli Stati Uniti d’America promossa da Cispea, il Centro Universitario creato dalle Università di Bologna, Firenze, Piemonte Orientale, Trieste e Roma Tre diretto da Raffaella Baritono, con la collaborazione di Boorea.

L’edizione 2016 ha avuto per titolo “La fine del secolo americano?”, col punto interrogativo. La quattro giorni di lezioni, iniziata domenica alle ore 16 con l’introduzione del prof. Tiziano Bonazzi, ha visto anche, sempre nella giornata di apertura, lo speech di Paul Berg, Ministro Consigliere per gli Affari Politici dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma, “An American views the future of relations with Europe”. Il diplomatico americano, che in passato ha ricoperto incarichi a Bombay, in Vietnam, nella provincia di Helm in Afghanistan e a Meden in Indonesia, ha tenuto una lecture a 360 gradi conclusasi con un dialogo con i giovani corsisti che ha spaziato su tutte le questioni di geopolitica che vedono coinvolti, direttamente o indirettamente, gli Stati Uniti, dalla crisi russo-ucraina al Medio-Oriente ai rapporti con la Cina.

Nei giorni successivi sono intervenuti Federico Romero dell’Università di Firenze (“Gli Stati Uniti nell’era post-americana”), Matteo Battistini dell’Università di Bologna (“La crisi della middle class americana”) e Daniele Fiorentino dell’Università degli studi di Roma Tre (“Nuovi immaginari culturali dopo il “secolo americano”). Tre i seminari, a cura di Gaetano Di Tommaso dell’Università Paris SciencePo, Lorenzo Costaguta dell’Università di Nottingham e Annalisa Mogorovich dell’Università di Trieste.

Il corso è riservato a 24 laureati o dottorandi selezionati con bando provenienti da una dozzina di università italiane (Firenze, Forlì, Bologna, Gorizia, Trieste, Roma Tre, Padova, Pisa, Perugia, Cagliari,  Cattolica di Milano e Salento) e agli ex-alumni. Per Boorea si tratta della conferma di un impegno, a quattro mesi dall’Election Day per la Casa Bianca tra Clinton e Trump, finalizzato ad approfondire la conoscenza, al di là degli stereotipi, di un grande Paese, gli Stati Uniti d’America, che continua a essere un interlocutore e un partner imprescindibile per il nostro territorio e, più in generale, per l’Italia e l’Europa.

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