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Giovanni Lindo Ferretti porta uomini e cavalli ai chiostri di San Pietro

Giovanni Lindo Ferretti porta uomini e cavalli ai chiostri di San Pietro

Ferretti a cavallo durante lo spettacolo

È il teatro equestre, l’ultimo approdo artistico di Giovanni Lindo Ferretti. Personaggio poliedrico, solito a far parlare di sé, noto soprattutto ma non solo per essere il cantante dei CCCP, Ferretti porterà il suo spettacolo “Saga. Il canto dei canti” ai chiostri di San Pietro dal 20 al 23 giugno, desideroso di raccontare una storia epica che si sostanzia nelle vicende degli abitanti dell’Appennino tosco emiliano, dalla preistoria ai giorni nostri. Obiettivo ambizioso, da centrare per il secondo anno consecutivo dopo l’esperienza del maggio 2012: frecce al suo arco sono gli uomini e i cavalli della Corte transumante di Nasseta, compagnia nata tra i monti nell’alta valle del Secchia.

Difficile incasellare in un genere comune l’opera che per quattro sere consecutive troverà naturale collocazione nel grande chiostro cinquecentesco (dove le aperture sui quattro lati consentiranno agli spettatori di passeggiare sotto gli archi e tra i pilastri delle logge rinascimentali): di teatro equestre, è fuor di dubbio, non si sente parlare spesso. “Anomalo” è la definizione che ne dà Ferretti, ben consapevole della peculiarità di questa forma espressiva cui lui – nel panorama musicale da oltre trent’anni, cantante di CCCP, CSI, PGR, produttore di UstMamò e Disciplinatha e protagonista di incursioni nella musica popolare tradizionale con Ambrogio Sparagna – si è avvicinato da qualche anno, dopo il ritorno sulle sue montagne.

Saga 2

Una fase dello spettacolo 2012

“Indubbiamente per una libera compagnia di uomini e di cavalli questo luogo è una benedizione e una grazia – ha esordito Giovanni Lindo Ferretti durante la presentazione dello spettacolo alla stampa, riunita proprio ai chiostri di San Pietro; con lui l’assessore ai Progetti Speciali Mimmo Spadoni – l’opera si inserisce nella rassegna “Ora et labora” del Comune di Reggio – e due attori della compagnia, Marcello Ugoletti e Cinzia Pellegri.

Ferretti – per quasi un’ora un fiume in piena di parole, a fugare il dubbio che lo spettacolo intenda rievocare il passato, teso piuttosto nello sforzo di evocare un futuro che renda merito a chi ci ha preceduto – ha evidenziato la naturale vocazione scenica dei chiostri benedettini e parlato di “un teatro work in progress, sperimentale”, di “una forma di espressione d’avanguardia fatta di musica e di storia epica”.

A dare il senso dell’antico sodalizio tra uomini, animali e montagne saranno i cavalli, – protagonisti sulla scena dodici maremmani, uno appenninico e uno crociato – elementi imprescindibili al racconto di un legame dalle radici ben affondate nel passato, nella transumanza annuale da e per la Maremma che ha cadenzato la vita nei secoli. Strutturato in libretto d’opera, voce e canto saranno di Giovanni Lindo Ferretti, mentre signore dei cavalli e signora della corte saranno Marcello Ugoletti e Cinzia Pellegri, affiancati da altri cavalieri di corte. Musiche di Lorenzo Esposito Fornasari, allestimento della corte transumante di Nasseta, costumi (almeno in parte) dello scultore Davide Dall’Osso, che per realizzarli ha fuso metalli e materie plastiche provenienti da scarti industriali.

Giovanni Lindo Ferretti porta uomini e cavalli ai chiostri di San Pietro

Una fase dello spettacolo 2012

“Uno sforzo e un grande piacere”, secondo Ferretti, portare lo spettacolo in città, con tutta la sua corte di cavalli e cavalieri. All’affermazione che “i chiostri di San Pietro saranno l’unico luogo destinato ad ospitarlo”, gli abbiamo chiesto perché non intenda traslarlo anche su altri palcoscenici. “Questo afferisce al sogno. Vorremmo costruire un piccolo teatro stabile in montagna, dove poter invitare le persone a venirci a trovare a gruppi di sessanta, settanta; a questi spettacoli in loco potremmo affiancare una o due uscite all’anno, verosimilmente non di più perché gli spostamenti della corte sono per ovvie ragioni piuttosto complicati. In tanti, a più livelli, si complimentano con noi per aver dato sostanza a un progetto così ambizioso: ma l’interesse non basta, servono investimenti. Se per esempio il Comune di Reggio decidesse di farli, la corte sarebbe ben lieta di trovare la propria base ai chiostri… ”. Parole, quelle di Giovanni Lindo Ferretti, immediatamente recepite da Spadoni: “Si tratta di una sfida complessa. Il nostro obiettivo è realizzare cose attrattive, in grado, complice l’arrivo a Reggio dell’alta velocità ferroviaria, di invogliare spettatori anche da altre città a venire a vederle. Questa è una proposta spiazzante, in cui abbiamo creduto fin dall’inizio e in cui continueremo a credere”. Chi vivrà vedrà, verrebbe da aggiungere.

Intanto, per chi di vedere ha voglia fin d’ora, qualche dritta pratica: i biglietti (dal costo di 15 euro) per gli spettacoli del 20, 21, 22 e 23 giugno (ore 20) sono in vendita online su www.mailticket.it oppure da Tosi Dischi in via Emilia San Pietro 57/c.

Irene Spediacci

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