HomeCulturaClaudio Ghiretti, in due libri il suo “testamento” politico, amministrativo, civile, sociale, culturale

Claudio Ghiretti, in due libri il suo “testamento” politico, amministrativo, civile, sociale, culturale

Claudio Ghiretti, indimenticato protagonista del dibattito politico, amministrativo e cooperativo reggiano (a 22 anni, giovanissimo, fu anche sindaco di un comune del Parmense), ci ha lasciati il 22 dicembre 2017 all’età di 62 anni. La famiglia, nei mesi scorsi, ha deciso di affidare a Edizioni thedotcompany la pubblicazione di due libri che aveva terminato di rivedere poco prima di morire e a cui teneva molto (in pratica il suo testamento civile, culturale, morale).

I loro titoli sono: “Governare le città” e “L’utopia del sacco al centro“, che si possono acquistare online ma in due librerie reggiane del centro storico: libreria All’Arco in via Emilia S. Stefano e libreria Del Teatro in via Crispi.

2017. Anche il sindaco di Reggio E. Vecchi ha partecipato commosso al funerale di Ghiretti (e gli ha reso omaggio con parole di grande affetto). Nella foto, al centro, la moglie Annamaria Ghidoni

L’AUTORE  Ghiretti, nato nel 1955, da dirigente d’azienda ha progettato e diretto rilevanti piani di trasformazione ed innovazione industriale nel campo delle filiere dei beni di largo consumo e nel 2008 è stato riconosciuto dall’Associazione Europea di Logistica maestro di livello strategico. Esperto di questioni urbane e laureato in Scienze politiche all’Università di Bologna (con perfezionamento in cooperazione internazionale e in Scienze giuridiche presso l’Università di Modena e Reggio Emilia), la sua prima passione per la riflessione politica e sociologica lo portò a essere eletto a soli 22 anni sindaco di Fontevivo (Pr). Dal 1991 ha vissuto a Reggio Emilia e dal 2009 al 2014 è stato consigliere della Città Storica di Reggio Emilia. “Con l’inizio del nuovo secolo – ha scritto – è iniziata una crescita di consapevolezza sull’importanza del centro storico come bene identitario dell’intera comunità reggiana, non solo cittadina ma capace di abbracciare l’intera provincia. Ciò ha consentito di produrre uno sforzo politico e amministrativo che ha contribuito a un miglioramento della condizione di depressione del centro, anche se non si può parlare di una vera e propria rinascita. Per ottenerla, occorre ancora tanto impegno ma soprattutto la capacità d’incidere sui fattori veramente strategici”.  Ghiretti amava dire che la conoscenza dei flussi delle persone è la chiave che apre la conoscenza del funzionamento di una città, sia per governare che per pianificare.

I DUE LIBRI (il suo “testamento”)

-> “Governare le città – Reggio Emilia per esempio”
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Dalla quarta di copertina: <<Prima siamo noi a dare forma agli edifici, poi sono questi a dare forma a noi. Si dice che il centro storico sia il cuore della città. È un’immagine bella, ma la sua natura è più spirituale. Per dirla con La Pira, se le città hanno un’anima a patto che ne siano state rispettate le testimonianze del tempo, è nei centri storici che è possibile trovarla. Si tratta di una sacralità civica in grado di trasformare i portatori di pietre in costruttori di cattedrali, i contestatori politici in costruttori di libertà, il dolore e le gioie delle persone nel cemento della comunità. Quest’anima è lo spirito della città e ne determina l’inconfondibile identità. Del resto l’anemos dei greci, col passare dei secoli, ha assunto il significato di “mente”, la quale, per esistere, ha bisogno di un supporto fisico, il cervello. Con il centro storico non nasce solo l’urbe, cioè l’insieme degli edifici, delle vie e delle piazze che esprimono la sua unicità, ma anche la civitas, la comunità di cittadini che la abitano. Civitas e urbe, nel loro mutare, si condizionano senza sosta e determinano quell’effetto unico che è la socialitas, la vita sociale e culturale della città.>>

-> “L’utopia del sacco al centro – Manuale breve di politica nuova”
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Dalla quarta di copertina: <<La società deve essere costruita con la pietra del sapere. Se – anziché rincorrere vecchie o nuove ideologie – la politica si aprisse allo spirito scientifico, sarebbe un passo avanti enorme per l’umanità. Oggetto d’ammirazione politica, dunque, dovrà diventare la solidità degli argomenti, non la migliore narrazione ideologica. Non una fuga dalla realtà, dunque, ma finalmente un’immersione dentro di essa. Troppo spesso la proposta partitica è espressione di interessi precostituiti e mascherati, e solo l’elettore dotato di spirito scientifico saprà levare la maschera alla propaganda, riuscendo a vedere con chiarezza cosa c’è sotto il vestito. Essere politici nuovi vuol dire proporre una politica nuova, e se si vuole davvero liberare l’uomo dalle gabbie ideologiche e dalle false credenze, allora questa politica nuova dovrà essere portatrice di razionalità e spirito critico. Usare la razionalità significa giungere a delle conclusioni senza averle predeterminate: l’ideologia, al contrario, stabilisce le conclusioni e poi va alla ricerca delle giustificazioni. Purtroppo, però, risulta ancora profittevole rimanere agganciati alla divisione tra destra e sinistra.>>

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