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Centenario del genocidio del popolo armeno

Mostra Armeni

Sarà inaugurata venerdì 11 settembre, alle ore 17.30, nella Sinagoga di Reggio Emilia (via dell’Aquila 3) la mostra ‘Armin T. Wegner e gli Armeni in Anatolia, 1915. Immagini e testimonianze’.

La mostra, ospitata la prima volta al Museo archeologico di Milano nel 1995, in occasione dell’80° anniversario del genocidio del popolo armeno, è diventata itinerante: ha toccato più di 90 città in Italia e all’estero e ora approda appunto a Reggio Emilia, nell’anno Centenario del genocidio. Alla mostra, è collegata una rassegna di incontri di carattere storico e culturale, sino a fine settembre.

 

Si tratta di circa 80 fotografie scattate dall’ufficiale medico tedesco  Armin T. Wegner, testimone oculare del genocidio degli armeni, perpetrato nel 1915 dal governo dei Giovani turchi, in cui hanno perso la vita più di un milione e mezzo di persone. E’ stato il primo genocidio del XX Secolo, spesso dimenticato o sottaciuto, sino ad oggi “negato” dalla Turchia.

 

Corredata di carte geografiche e schede storiche, la mostra documenta anche l’impegno di Armin T. Wegner nella difesa dei diritti civili, il suo sforzo di far conoscere al mondo quanto era accaduto nei deserti dell’Anatolia, e il suo tentativo di fermare Hitler, espresso in una “lettera-appello” indirizzata nel 1933 allo stesso Hitler per fermare i primi pogrom antiebraici del regime. Wegner è un giusto per gli armeni e per gli ebrei.

 

Testimonianze di un genocidio dove il dolore del testimone si aggiunge a quello delle vittime, restituendo immagini cariche di forza, sofferenza e dignità. Armin T. Wegner, dando voce ai deportati armeni nel deserto di Der-Es-Zor, è diventato la voce di tutti i deportati della terra.

 

Curatori della mostra ‘Armin T. Wegner e gli Armeni in Anatolia, 1915. Immagini e testimonianze’ sono: Matteo Cirenei, parte grafica; Armen Casnati, sezione fotografica; Gaianè Casnati, allestimento; Pietro Kuciukian e Anna Maria Kuciukian Samuelli, parte storica; Vartuhi Pambakian, parte documentaria.

 

La mostra è visitabile fino al 27 settembre 2015, nella Sinagoga di Reggio Emilia (via dell’Aquila 3) il venerdì dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

L’iniziativa è promossa da Musei Civici del Comune di Reggio Emilia e Istoreco in collaborazione con l’Associazione Italiarmenia, Deutsches Literaturarchiv, Marbach e Unione degli Armeni in Italia.

 

L’AMBASCIATORE D’ARMENIA A REGGIO EMILIA – All’inaugurazione della mostra in Sinagoga intervengono l’ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia Sargis Ghazaryan, il vicesindaco di Reggio Emilia Matteo Sassi e l’assessore alla Città internazionale Serena Foracchia, la presidente di Istoreco Simonetta Gilioli e il direttore Nando Rinaldi, la presidente dell’Istituto Cervi Albertina Soliani e Michele Wegner, figlio di Armin.

 

“In questo importante anno di commemorazione del Centenario del Genocidio del popolo armeno – dice l’ambasciatore Ghazaryan – la mostra Armin T. Wegner e gli Armeni in Anatolia, 1915 – Immagini e testimonianze è la personificazione del messaggio dei sopravvissuti al genocidio e dei discendenti, che si concentra sulla lotta all’indifferenza che oggicome ieri non deve dominare il dibattito. L’opera audace di Armin T. Wegner, un Giusto per gli armeni, dovrebbe ispirarci oggi, appunto, nel colmare la palude dell’indifferenza che Gramsci denunciava nel 1916, riferendosi al genocidio armeno. Noi ricordiamo il Centenario del Genocidio armeno in una chiave di prevenzione e repressione dei crimini contro l’umanità. Ricordare, affinché quello che è successo non si ripeta più”.

 

“Questa rassegna culturale – dice l’assessore Foracchia – ci pone interrogativi sul nostro presente, infatti la vicenda del genocidio armeno testimonia come sia importante lavorare sul dialogo e sul rispetto della persona. Con questo percorso, non vogliamo soltanto riflettere sul primo terribile genocidio del Novecento, ma sottolineare come le persone, come Armin Wegner, possano fare la differenza e mettere a servizio la propria vita per la promozione dei diritti umani. Tuttora la vicenda armena è segnata dalla sua storia, che ha generato una diaspora di grandi proporzioni: tutt’oggi sette milioni di armeni vivono al di fuori del loro Paese. La condizione di instabilità e la mancata pace vedono l’Armenia costretta ad avere ai suoi margini due frontiere ‘chiuse e invalicabili’ (a ovest con la Turchia, ad est con l’Azerbaigian); questo è un problema che ha ricadute non soltanto nel Caucaso, ma nell’Europa intera”.

 

“Inizia di Reggio Emilia – dice la presidente dell’Istituto Cervi, Soliani – è un percorso di grande rilievo culturale per la memoria del genocidio armeno. Un progetto di rilettura, a volte di vera e propria scoperta, del primo e meno conosciuto genocidio alla base del XX Secolo europeo, a cento anni dalla tragedia che travolse il popolo armeno nell’Impero Ottomano. L’Istituto Cervi ha creduto fin da subito in questo progetto, voluto innanzitutto da Istoreco e dall’assessorato alla Città internazionale del Comune di Reggio Emilia”. E sulla visita che l’ambasciatore d’Armenia compirà all’Istituto Cervi, Soliani commenta: “Sarà anche l’occasione per mostrare all’ambasciatore e agli amici armeni uno dei luoghi di memoria più visitati e rappresentativi della nostra identità nazionale”.

 

“Istoreco – dice il direttore di Istoreco, Rinaldi – si è impegnato insieme al Comune di Reggio Emilia e all’Istituto Cervi per ospitare nella nostra città la mostra dedicata agli scatti fotografici realizzati da Armin Wegner, che documentò a rischio della propria vita gli orrori perpetrati tra il 1915 e il 1916 verso la popolazione armena nel deserto di Deir el-Zor. Il luogo scelto per ospitare la mostra, la Sinagoga, testimonia l’impegno di Armin Wegner, Giusto per gli armeni e per gli ebrei, e rafforza il legame di Reggio Emilia in difesa dei diritti universali dell’uomo”.

 

LA RASSEGNA CULTURALE E L’INCONTRO ALL’ISTITUTO CERVI – Alla mostra sono collegati diversi incontri in Sinagoga:

 

Sabato 12 settembre 2015 – ore 18.30

Presentazione del libro di Antonia Arslan Il rumore delle Perle di Legno, Rizzoli, 2015.

 

Giovedì 17 settembre 2015 – ore 17.30

Presentazione del libro di Gabriele Nissim La Lettera a Hitler. Storia di Armin Wegner, combattente solitario contro i genocidi del Novecento, Mondadori, 2015.

Introduce Mirco Carrattieri, Istoreco.

 

Sabato 19 settembre 2015 – ore 18.30

Presentazione del libro di Benedetta Guerzoni Cancellare un popolo. Immagini e documenti del genocidio armeno, Mimesis, 2013

Introduce Adolfo Mignemi, Insmli.

 

Sabato 26 settembre 2015 – ore 18.30

Conversazione di Laura Gasparini Il massacro degli Armeni nelle memorie di Maria Gigli Cervi Pansa e dell’ambasciatore reggiano Alberto Pansa

Introduce Roberto Macellari, Musei civici.

 

A conclusione del percorso di memoria, all’Istituto Cervi:

 

Venerdì 23 ottobre 2015 – ore 10

All’Istituto Alcide Cervi, via Fratelli Cervi 9, 42043 Gattatico

Il Genocidio ArmenoLa matrice di un secolo breve

Seminario di studi promosso da Istituto Alcide Cervi e Istoreco con l’intervento dell’ambasciatore della Repubblica di Armenia in Italia, Sargis Ghazaryan e relazioni di Gabriella Uluhogian, docente e studiosa della cultura e storia armena, e di Giorgio Vecchio, professore ordinario di Storia contemporanea Università di Parma.

 

Info: Tel 0522 456477 Musei Civici – uffici, via Palazzolo, 2 e Tel 0522 456816 Musei Civici di Palazzo dei Musei, via Spallanzani, 1 – musei@municipio.re.it

 

COSA SIGNIFICA GENOCIDIO – Quello degli armeni è stato il primo genocidio del Novecento nel significato fatto proprio dalla “Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio” approvata dall’Assemblea dell’Onu il 9 dicembre del 1948: eliminazione fisica di un popolo e della sua cultura:

“Per Genocidio si intende uno qualsiasi degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso in quanto tale:

a) uccisione di membri fisici del gruppo;

b) attentato all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;

c) assoggettamento intenzionale del gruppo a condizioni di esistenza dirette a provocare la sua distruzione fisica totale o parziale;

d) provvedimenti miranti a impedire le nascite nell’ambito del gruppo;

e) trasferimento forzato di bambini di un gruppo in un altro gruppo”.

 

Il termine è stato coniato dal giurista ebreo polacco Raphael Lemkin proprio a partire dalla riflessione sul crimine perpetrato dai Giovani turchi contro il popolo armeno nel 1915, cui era seguita l’immane tragedia della Shoah.

 

Il genocidio degli armeni è stato ufficialmente riconosciuto dal Tribunale permanente dei Popoli il 16 aprile del 1984, dalla Commissione dell’Onu per i Diritti dell’Uomo il 29 agosto 1985, dal Parlamento Europeo il 18 giugno del 1987.

Se fosse stata mantenuta in vita la memoria dell’inferno di Der-Es-Zor, in cui perirono un milione e mezzo di armeni, forse non ci sarebbe stato l’inferno di Auschwitz e Hitler nel 1939 non avrebbe potuto affermare: “Chi si ricorda più del massacro degli armeni?” .

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