Aperto come il Festival

Sono la trasformazione e la permeabilità tra i generi le premesse con cui ha inizio la decima edizione del Festival Aperto, che si svolgerà a Reggio Emilia nei mesi di settembre, ottobre e novembre.
Un programma che si muove fra musica, teatro, danza, circo e altri spettacoli, attingendo a temi del contemporaneo per farne lo sfondo di un insieme di progetti in cui le idee di rivoluzione e di canzone risultano trasformate in materia dell’immaginario personale e collettivo.

Il Festival 2018 porta il titolo ‘Passaggi’ ed un sottotitolo che dà un nome e un cognome ai meccanismi artistici e sociali della trasformazione: ‘Canzoni, Rivoluzioni’.
“Il termine ‘Passaggi’ è una via di mezzo e una commistione tra le accezioni di rivoluzione, cambiamento e trasformazione – ha affermato Paolo Cantù, direttore generale e artistico della Fondazione I Teatri –. Il nostro è un teatro contemporaneo e permeabile, che si muove tra danza, teatro, musica e concertistica, come quasi nessuno in Italia: da qui l’idea di toccare tutte le attività creative, raccontandole tutte insieme. Il nostro teatro, infatti, sostiene principalmente la produzione di opera lirica, ma è anche uno dei pochi che frequenta tutte le arti. Reggio è una città che mette al centro la cultura come motore di sviluppo economico, sociale e territoriale, ed è per questo che è necessario costruire una rete di relazioni che si fondino su atti concreti in funzione di una progettualità più alta”.
Un’altra tra le novità comunicate durante la conferenza stampa dichiara la riapertura della Sala Verdi, chiusa ormai da oltre vent’anni.

“La Sala Verdi è una restituzione alla città – ha dichiarato Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e presidente della Fondazione I Teatri –, perché il progetto si inserisce in una politica di riqualificazione degli spazi culturali di Reggio. La Sala Verdi sarà utilizzata come piccolo teatro, sala conferenze, incontri culturali: uno spazio pensato per la nuova creatività. E’ una fortuna per noi avere a capo del progetto due eccellenze quali Paolo Cantù, direttore generale della Fondazione, ed il maestro Francesco Filidei, consulente musicale della Fondazione I Teatri”.
“Il valore della cultura resta fondativo nelle comunità dove siamo abituati a vivere – ha concluso Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia – e abbiamo contribuito a rappresentare un patrimonio collettivo. Si tratta, infatti, di una proposta che arricchisce una Fondazione che ha segnato non solo una città, ma anche un territorio”.

Il festival è il risultato di oltre 40 reti e 28 spettacoli complessivi tra danza, teatro e performance circensi che portano con sé la presenza di artisti di livello nazionale ed internazionale e che saranno realizzati nei tre teatri della Fondazione: il teatro Municipale Valli, il teatro Ariosto ed il teatro Cavallerizza, insieme ad una trasferta alla Fonderia Aterballetto. Per l’occasione quest’anno il programma prevede anche un abbonamento XL dedicato a coloro che vorranno arricchire il proprio abbonamento con tre spettacoli extra.

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