Paritarie in bolletta ma per finta. Finanziamenti salvi

Nella terra dei grandi compromessi storici, dove cattolici e comunisti storicamente hanno sempre trovato una mediazione (più o meno) non poteva che finire così: vince l’abolizione dei fondi comunali alle materne paritarie (quasi tutte legate alla Chiesa) ma la vittoria è di Pirro perché solo il 28% dei bolognesi si è recato alle urne per esprimersi sul referendum.

Salvata dunque la laicità di facciata ma anche il buon senso nei servizi. Perché senza quelle scuole, le cattoliche per intenderci, proprio non si saprebbe come fare. Quegli 86mila bolognesi che sono andati a votare per l’opzione A (l’abolizione) difficilmente indurranno la giunta a trarre qualche considerazione politica. Il comitato promotore, Articolo 33, ha festeggiato ugualmente al termine di una votazione preceduta soprattutto da una notevole campagna polemica che ha evidenziato una volta di più le frizioni (per non parlare di insanabili posizioni) all’interno del variegato mondo di centrosinistra.

Emblematico a questo proposito il botta e risposta tra Prodi e Guccini, rappresentanti l’uno l’anima popolare della “coalizione” culturale, l’altro quella di sinistra originaria. Il Pd per ovvie ragioni si è un po’ defilato, almeno ufficialmente e lo scontro è parso più che altro tra i gruppi di riferimento delle due opzioni

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