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Bologna, referendum disatteso. Un milione alle scuole private

Il referendum non è bastato: con un ordine del giorno del consiglio comunale di Bologna le scuole private avranno comunque i finanziamenti pubblici.

referendum_bo2La decisione era annunciata da tempo, e l’ufficialità è arrivata lunedì con un ordine del giorno votato da Pd, Pdl e Lega Nord che blinda “l’attuale sistema pubblico integrato”. Ragione per cui il milione di euro versato dal Comune alle scuole materne private non sarà toccato, né dimezzato o messo in discussione.

Al referendum di maggio, aveva vinto l’opzione “A”, che chiedeva l’abolizione dei fondi alle paritarie, ma quella scelta dei cittadini (pur presa, va ricordato, da una minoranza degli aventi diritto) ora è di fatto carta straccia. Hanno votato contro l’odg Sel, Movimento 5 Stelle e l’ex grillina Federica Salsi (che proponevano il dimezzamento dei fondi) mentre Francesco Errani, renziano del Partito Democratico, si è astenuto.

Dopo le proteste dei referendari in aula, il sindaco Virginio Merola ha attaccato direttamente Sel: “Chi rappresenta meglio il popolo lo decideranno le prossime elezioni. Non è il momento di alimentare il rancore, di seguire Twitter o Facebook, ma quello della responsabilità. Ai compagni di Sel chiedo rispetto. Sono d’accordo con il consigliere Errani che bisogna costruire una comunità ma non lo si fa astenendosi, ma assumendosi le proprie responsabilità”.

Il sindaco ha quindi ha speso parole di apprezzamento per l’opposizione: “Ringrazio la destra che vota a favore del provvedimento. Non ho paura delle parole o delle convergenze in un momento in cui la parola intesa porta subito a pensare al tradimento. Non c’è nessuna larga intesa, semplicemente su un argomento particolare ci troviamo d’accordo, in un Paese normale dovrebbe essere così”.

Infine il primo cittadino ha ricordato i motivi della decisione di mantenere il finanziamento alle scuole private: “Io credo che una sinistra moderna concepisca il pubblico non solo come comunale o statale, credo che la nostra idea di un sistema scolastico integrato sia più adeguata ai tempi”.

referendumIl Comitato Articolo 33, che ha promosso il referendum comunale per l’abolizione dei finanziamenti pubblici alle scuole materne paritarie, ha reagito con una proposta provocatoria: “Votare per la cancellazione dello strumento del referendum consultivo dallo statuto comunale di Bologna” . Questo perché “mantenere uno strumento formale di consultazione della cittadinanza e poi ignorare ciò che emerge dall’esercizio di tale strumento democratico è un atto di ipocrisia istituzionale, oltre che uno spreco di risorse pubbliche. Si abbia il coraggio della coerenza e si agisca conformemente”.

Il comitato ha anche annunciato di essersi sciolto. “Non si ferma invece la lotta per la scuola pubblica bolognese e italiana. Tanto meno si cancellerà dalla memoria dei bolognesi la considerazione per il loro pronunciamento di cui il ceto politico ha dato prova. Potete stare certi che, comunque vada, noi non perderemo occasione di ricordarglielo”.

Ultimo commento

  • Mediamente le scuole private spendono i nostri soldi molto meglio di quelle pubbliche.

    In effetti ci sono però tante eccezzioni da una parte e dall’altra…