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Bologna, biglietti del bus più cari. Penalizzati gli studenti

Bologna, biglietti del bus più cari. Penalizzati gli studentiBrutte notizie sul fronte trasporti per i cittadini bolognesi. I biglietti e certi tipi di abbonamenti aumentano, in base al contratto di servizio del 2011 che prevede adeguamenti automatici al costo della vita.

Il biglietto orario passa da 1,20 a 1,30 euro, il Citypass da 11 va a 12 euro e il giornaliero da 4 a 5 euro; l’abbonamento mensile sale da 36 a 38 euro.

Qualche luce tra le ombre: nessun aumento sull’abbonamento annuale urbano di Bologna, blocco di tutte le tariffe per i prossimi tre anni, nuovo abbonamento mensile scontato per giovani under 27.

E il “bello” è che gli aumenti rappresentano in realtà un tentativo di calmierare il più possibile gli effetti degli aumenti sui cittadini. L’andamento Istat, infatti,  avrebbe comportato ad esempio il biglietto a 1,50 euro.

Studenti

Altra brutta notizia per Bologna: è la città universitaria con gli abbonamenti under 27 più cari d’Italia. Con i nuovi aumenti scattati in questi giorni, infatti, un biglietto mensile per il bus passa da 27 a 29 euro. Più di Milano e più di Firenze. E con il ticket annuale non va meglio: quello per viaggiare sotto le Due torri è più caro di quello di Roma e Napoli.

Infatti, per un abbonamento annuale uno studente deve sborsare 220 euro. Molto più dei suoi colleghi di Firenze, che pagano 185 euro. Con sconti per chi ha un reddito Isee fino a 12 mila euro, per i quali la tariffa scende a 150 euro. Per non parlare di Milano, dove l’annuale per i giovani con meno di 27 anni è fermo a 170 euro.

Le reazioni

Daniele Ara, presidente del quartiere Navile e responsabile Mobilità del Pd di Bologna, parla di “aumenti dolorosi ma necessari per mantenere livello del servizio”.
Il capogruppo della Lega Nord in Comune a Bologna, Manes Bernardini, accoglie senza stupore la notizia del rincaro del titolo di viaggio, “l’ennesimo salasso, annunciato, per lavoratori, famiglie e studenti, che altro non è se non un modo per coprire i debiti di bilancio dell’azienda di trasporti”.

Andrea Defranceschi, capogruppo in Regione del Movimento 5 Stelle, rincara: “Come volevasi dimostrare, gli errori delle amministrazioni, ricadono sui cittadini. Nel caso specifico, errori del buon Peri, che non sta riuscendo a portare a casa un risultato che sia uno: l’altro ieri passante nord, ieri People Mover oggi di nuovo Tper. Nessun risultato se non aumenti di tariffe e disservizi. La scellerata fusione la scontano gli utenti, e dietro la parola “rimodulazione” c’è solo un peggioramento del servizio”.

Un aumento “incomprensibile e immotivato”, quello dei ticket, per la Cgil e la Cisl che hanno inviato una nota congiunta.

L’assessore regionale ai Trasporti Alfredo Peri si difende: “Gli adeguamenti tariffari non sono una competenza della Regione, né di Tper. Sono invece una specifica competenza degli enti locali regolata dai contratti di servizio fra le agenzie della mobilità e le aziende”. L’aumento del biglietto, dunque, “deriva da obblighi contrattuali e non dalla necessità di coprire le perdite”.

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