HomeAttualitàVox clamantis in monte: quando Giovanni (Lindo) evoca San Giovanni (Battista)

Vox clamantis in monte: quando Giovanni (Lindo) evoca San Giovanni (Battista)

In montagna il divino ci guadagna, decisamente. Tecnicamente siamo vicini alla ierofania che nella fenomenologia religiosa e nell’antropologia del sacro indica appunto le manifestazioni, o i loro tentativi, dei personaggi del culto o della devozione di turno.

Orbene, l’appuntamento non è per tutti, astenersi dormiglioni. Ci si trova alle 5.30 sul crinale di Cervarezza, tra un ululato ed un tenuo albeggiare destinato a farsi vieppiù luminoso. Sabato prestissimo, quattro giorni dopo il solstizio d’estate, tutti con le mani al cielo per “evocare” San Giovanni, Battista sia ben chiaro, non l’Evangelista. Avete capito bene, non sarà la Notte di San Giovanni, quando a valle ci si abbufferà di ogni gastronomico ben di Dio, ma un’Aurora evocativa, celebrata da chi ha fatto ormai da anni di quei luoghi il suo buen retiro dalla materialità della pianura e delle sue zanzare fetenti.

Omonimo del Battista ma non ancora in odore di santità, Giovanni Lindo Ferretti, con quest’operazione d’albore luminescente, sulla soglia dell’evento miracoloso, compie un importante salto di qualità verso il semi-sciamanesimo, il quasi-misticismo, un filo sotto l’estasi condivisa. Perché non sarà un concerto (Ferretti, dopo lo show reiterato del teatro equino-barbarico, sarebbe sempre più restio agli spettacoli anche i più solitari), bensì com’egli stesso ha sottolineato una “suggestione operata sulla memoria…invito a manifestarsi…”. 

Giovan Lindo Ferretti, ex leader dei Cccp, passa simbolicamente il testimone della band più glamour e cool del nuovo millennio a Carlo Baja Guarienti, leader dei Luv

Dopo Lourdes e Fatima, ed in attesa di Medjugorje, godiamoci la fresca suggestione di Cervarezza dove non ci troveremo forse di fronte ad un nuovo culto tradizionale collinare sincretico ma alla novità di una specie di show liturgico-suggestivo, questo un po’ sì. E dove l’attesa di un nuovo giorno della spiritualità dell’uomo, simboleggiato dall’ex leader dei Cccp, oggi più anacoreta che aedo, anche scenograficamente cercherà di esorcizzare quel “crepuscolo degli dei” che si celebrerà più in basso. In quel mondo di sotto da cui echeggeranno le gesta di epocali mangiate di tortelli.

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