Fermenti lattici di politica viva! Cremoso e a breve scadenza: così Prodi giudica lo “yogurt” di Renzi

L’ex Presidente Ue nonché ex Premier Romano Prodi bolla il neo-partito renziano quale alimento dal sapore acidulo e dalla consistenza cremosa ottenuto dalla fermentazione e dalla scadenza ravvicinata. In sostanza, farebbe venire il latte alle ginocchia. Che sia un pronostico alla Fassino? (Già, senti chi parla: lui 20 anni fa fece l’Asinello, che durò tre anni prima di confluire nella Margherita. Intanto Berlusconi vinse le elezioni (2001) e formò uno dei più longevi governi della Repubblica, durando un’intera legislatura, fino al voto del 2006, dove si riaffermò il Prof.

Il nome Italia viva, della nuova formazione di Matteo Renzi “è un bellissimo nome. Un mio amico lo propose per uno yogurt forse per via dei fermenti vivi. Il problema è che lo yogurt ha una scadenza ravvicinata e questo per un partito può essere un problema”. Lo pensa l’ex premier Romano Prodi, esponendo il proprio pensiero in un’intervista a Repubblica, spiegando come bisogna fare “attenzione che i partiti personali funzionano la prima volta. Ripeterli crea problemi. Questo vale per tutti, per Renzi e forse anche per Salvini”. “Il personalismo – spiega l’ex presidente della Commissione Ue – si fa strada in tutti i partiti ed è una tendenza mondiale. Pensiamo a Trump e Bolsonaro. Il primo esempio, in qualche modo, è stato Berlusconi. Oggi però i personalismi sono ancora più esasperati fino a rischiare il ridicolo”.

Tornando a Renzi, Prodi non è stupito della sua uscita dal Pd: “Era assolutamente prevedibile. Ma ugualmente inspiegabile nei tempi. Non si può operare per costruire un governo e immediatamente mettere un’ipoteca sullo stesso governo”. “Tuttavia, sotto l’aspetto della tenuta del governo, la scelta di Renzi ha meno importanza di quella che le si attribuisce. Adesso il suo eventuale distacco dal governo sarebbe palese e quindi lo pagherebbe più di prima”, conclude l’ex premier.

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