Vecchie frenate: banche e numeri negativi della produzione industriale mandano la Borsa all’inferno

Le banche e la nuova frenata del settore industriale mandano in rosso la Borsa di Milano: Piazza Affari frena con il rialzo dello spread tra Btp e Bund tedeschi a 274 punti (qui, l’andamento del divario tra i titoli di Stato decennali). Scivolano in particolare Mps (-3,5%), Ubi Banca (-3,05%), Unicredit (-2%) e Banco Bpm (-1,65%), mentre Intesa lascia sul campo l’1,23%.

Tra i titoli non legati al credito, segno meno per Amplifon (-2,72%) e Cnh (-1,43%), insieme a Pirelli (-1%), Fca (-0,75%) e Ferrari (-0,72%), che scontano l’incertezza sui dazi tra Usa e Cina e l’andamento del settore manifatturiero italiano (qui, l’andamento della Borsa di Milano in tempo reale).

A tale proposito, martedì mattina l’Istat ha diffuso dati negativi sul fatturato dell’industria: nella media del 2018 risultano in frenata sia il fatturato che gli ordinativi. La crescita del primo si ferma al 2,3%, dal +5,6% dell’anno precedente (dati corretti per gli effetti di calendario); mentre per le commesse si registra un +2,0%, in deciso rallentamento a confronto con il +6,3% del 2017 (valori grezzi). Ripercorrendo gli ultimi dodici mesi, l’Istituto di statistica fa notare come il fatturato nel corso dell’anno abbia «mostrato un andamento tendenziale stabile nei primi nove mesi, con un peggioramento nell’ultimo trimestre».

Il fatturato dell’industria italiana, a dicembre 2018, peraltro, diminuisce del 3,5% rispetto a novembre, subendo il ribasso più forte sul mercato estero. L’Istat rileva che, su base annua il fatturato segna una caduta del 7,3% (dato corretto per gli effetti di calendario). Si tratta della flessione tendenziale più accentuata dal novembre del 2009.

La diminuzione congiunturale ha quindi riguardato sia il mercato interno (-2,7%) sia, in misura più accentuata, quello estero (-4,7%). Analizzando i principali raggruppamenti di industrie, la flessione risulta generalizzata: -1,8% i beni di consumo, -5,5% i beni strumentali, -1,7% i beni intermedi e -9,7% l’energia. Nel quarto trimestre l’indice complessivo del fatturato, sottolinea l’Istat, scende così dell’1,6% rispetto al trimestre precedente. Su base annua, tutti i principali settori di attività economica registrano dei cali. I più rilevanti sono quelli dei mezzi di trasporto (-23,6%), dell’industria farmaceutica (-13,0%) e dell’industria chimica (-8,5%).

(Corriere della Sera online)

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