Vade retro ignoranza: il seminario vescovile diventerà sede universitaria. Dottori della Chiesa? No, laici

Un momento della presentazione

Diciassette aule di capienza fra 30 e 194 posti studente, 1.310 posti studenti complessivi in ogni aula, un Auditorium con 293 posti, 89 stanze tra uffici e studi per 181 postazioni di lavoro.

Sono questi i numeri risultati dalla generosità e dalla lungimiranza del vescovo Mons. Massimo Camisasca che ha appena firmato le carte per far dono alla cittadinanza del Seminario Vescovile di Reggio Emilia. Attraverso il protocollo d’intesa, firmato tra il Seminario Vescovile di Reggio Emilia, il Comune di Reggio Emilia e l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’immobile del Seminario sarà infatti destinato a sede universitaria e a residenza per studenti. Frutto della collaborazione tra Massimo Camisasca, vescovo della Diocesi di Reggio Emilia, Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, Oreste Angelo Andrisano, Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Don Alessandro Ravazzini, dell’Ente Seminario Vescovile, il progetto di riqualificazione e ristrutturazione dell’immobile è già pronto a partire, grazie anche alla partecipazione dei numerosi enti che hanno già aderito al programma.

Il Seminario Vescovile è stato realizzato a partire dagli anni ‘50 per ospitare centinaia di seminaristi e rappresenta tutt’oggi uno dei luoghi di riferimento della città. La Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla ha scelto di mantenere la destinazione del Seminario a luogo di formazione di cultura di livello universitario per linea diretta, dato che ad oggi il Seminario di Via Timavo ospita lo Studio Teologico Interdiocesano, emanazione della Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna.
Il primo step di ristrutturazione avrà inizio l’anno prossima e per settembre 2019 si prevede l’accessibilità ai primi uffici e alle prime aule.

“Sono varie le ipotesi che si sono succedute in questi mesi – ha dichiarato Massimo Camisasca, vescovo della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, durante la conferenza stampa presso il Seminario Vescovile – ma indubbiamente la finalità del nuovo progetto doveva essere educativa come quella per cui è sorto questo stabile. Questo luogo è nato per ospitare circa 250 seminaristi, ma ad oggi ne restano 15. Disponiamo di una superficie enorme per la maggior parte inutilizzata in un punto nevralgico della città, nel suo cuore. Mi sono chiesto come la Chiesa possa permettersi un simile spreco. E’ per far fronte a questo dovere morale che è nata una sinergia tra Comune e Diocesi da una parte e Rettorato dall’altra per dar nuova vita a questa sede. Il nostro obiettivo è quello di dare un cuore alla città universitaria di Reggio, così da svilupparsi e accompagnare i giovani verso il progresso. La Diocesi rimane, quindi, proprietaria dell’immobile e lo cede interamente alla città: sarà compito del Comune agevolare le procedure amministrative e sarà compito degli enti far fronte alle spese di ristrutturazione di cui la Diocesi reggiana non poteva farsi carico”.

“Questa è una conferenza stampa storica per la città – ha continuato Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia – perché dimostra con questi passaggi il suo percorso di crescita. La sede, di grande importanza per la città ma attualmente non sfruttata, sarà rigenerata e rilanciata, senza comunque perdere il proprio valore, perché la città si dimostra responsabile verso la propria storia mentre rivolge uno sguardo al futuro. Quest’opera, legata alla formazione, all’educazione e ai giovani, renderà possibile un’implementazione importante nella crescita della vita universitaria reggiana. Il Seminario, essendo vicino al centro storico, permetterà ad un centinaio di studenti dell’università di risiedere nel dormitorio, dentro ad una dinamica di rinnovamento e di impulso verso il centro. Cercheremo di dare disponibilità per questo lavoro nel minor tempo possibile, collaborando con enti e istituzioni”.

“L’Ateneo ha esigenze rilevanti legate all’incremento degli studenti, per riuscire a mantenere un’offerta formativa di alta qualità, adeguata alle esigenze del territorio – ha affermato Oreste Angelo Andrisano, Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia –. Nostro obiettivo principale è la formazioni di giovani colti e con capacità professionale da spendere nel nostro territorio, che non manca di opportunità. Verranno attivati nella nuova sede corsi di laurea nuovi, permettendo sia l’espansione che l’ottimizzazione degli spazi esistenti. Il posto si addice perfettamente alle esigenze, dato che lo stabile dispone di aule grandi, medie e aule per i laboratori”.

“Questa struttura sta per compiere settant’anni – ha concluso Don Alessandro Ravazzini – e queste di cui si compone sono pietre vive con decenni di storia alle spalle, che danno il benvenuto alle nuove attività. Il Seminario e lo Studio Teologico, invece, verranno trasferiti da settembre 2019 nella sede del cenacolo francescano in via Bonini insieme alla biblioteca dei Cappuccini, costituendo così un nuovo polo teologico e filosofico sul territorio reggiano”.

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