HomeAttualitàUn treno chiamato falansterio: ok del Comune al Patto per il trasporto senza la firma degli uomini Mdp

Un treno chiamato falansterio: ok del Comune al Patto per il trasporto senza la firma degli uomini Mdp

Bersani abbraccia, tra gli altri, Mirko Tutino

Il Comune dà il via libera al Patto per il trasporto pubblico regionale e locale per il triennio 2018-2020 – che prevede anche la fusione dell’Agenzia per la mobilità di Reggio con quella di Modena – e l’esecutivo guidato dal sindaco Luca Vecchi si spacca.

In calce alla delibera con la quale la giunta aderisce alla riforma della Regione sui trasporti mancano due ok di peso: quelli del vicesindaco Matteo Sassi e dell’assessore, titolare della Mobilità, Mirko Tutino. Entrambi esponenti di Mdp. Forza politica che negli ultimi tempi non ha mancato di marcare i distinguo col Pd. Si veda, ad esempio, la presa di distanza dalla nuova legge urbanistica regionale.

Ora, nel mirino di Mdp, finisce il Patto sui Trasporti su cui Sassi e Tutino hanno fatto mancare il loro voto in giunta. Un “non voto” pesante che, tuttavia, non sarebbe un ulteriore segnale di quella crisi di giunta che qualche osservatore politico vorrebbe alle porte, magari dopo le elezioni politiche, ma piuttosto l’espressione di una posizione critica verso le politiche della Regione in materia di trasporto pubblico. In questo senso basta ricordare l’accusa – recente – diretta da Tutino ai piani alti di viale Moro d’aver dimenticato la stazione Mediopadana di Reggio a beneficio di altre grandi infrastrutture regionali.

“Sul tema l’ho sempre pensata allo stesso modo, anche quando ero nel Pd”, dice – contattato da 7per24 – l’assessore Tutino, sgomberando il campo da letture politiche. “L’allontanamento dei servizi dai cittadini è un problema. Lo abbiamo visto in svariate occasioni: pensiamo alle interruzioni di elettricità in occasione di guasti per abbondanti nevicate e quindi la difficoltà d’avere a che fare con Enel che non ha più presidi sul territorio. Lo vediamo quando si parla d’investimenti nel ciclo idrico, di appalti e subappalti nel campo dei rifiuti. Nel settore dei trasporti, già il passaggio da Act a Seta è stato complesso, il passaggio da Act a Tper è stato ancora più complesso. Se Seta ha trovato una sua dimensione attraverso una scelta di vertici che desse spazio a tutti i territori, una buona gestione delle spese di manutenzione e nei nuovi investimenti, Tper è rimasta al palo. Abbiamo ferrovie locali che in termini di qualità del servizio sono le stesse di 15 anni fa, con meno soldi e senza una concertazione che possa condividere con gli enti locali una strategia”.

La scelta operativa più immediata contenuta nel Patto regionale è la fusione dell’agenzia per la mobilità di Reggio con quella di Modena. Inoltre si sta valutando la possibilità di trasferire la titolarità della rete delle linee ferroviarie locali a Rfi. “Il problema è che tutto è tarato su una programmazione regionale che non s’incrocia con una valutazione di tipo locale”, commenta Tutino. Che punta l’indice verso “un pesante conflitto d’interessi tra i ‘regolati’, Seta e Tper che hanno la Regione e i comuni come soci, e i ‘regolatori’, le agenzie che hanno sempre soci pubblici, il cui compito è fare i bandi di gara per l’affidamento del servizio”.

Nel patto si legge anche che per “il miglioramento della qualità del servizio di trasporto pubblico, la Regione e gli enti locali favoriscono i processi di semplificazione del mercato anche attraverso le partnership pubblico-privata mantenendo fermo il principio della libera concorrenza”.

Conclude Tutino: “Non ho partecipato al voto nonostante il documento sia molto migliorato grazie all’impegno del sindaco. Prima di cedere a qualsiasi trionfalismo vorrei vederci chiaro sul futuro dei nostri servizi e non ho trovato nel Patto proposto dall’assessore regionale Donini sufficiente elementi di garanzia”.

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