Un altro stop all’inceneritore di Parma: lo blocca la Provincia

L’inceneritore di Parma subisce un altro stop, che forse si tradurrà in rinvio dell’incenerimento “a regime”. Ma la notizia principale è un’altra: la frenata arriva dalla Provincia, non dal Comune. In termini politici non è un fatto da poco, visto che in teoria la Provincia è guidata dagli “amici” dell’impianto (Pd) mentre il Comune è governato dai nemici più acerrimi del forno: 5 stelle e comitato Gcr, di cui l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli è uno dei portavoce.

Si dirà che è una questione di competenze. Può darsi, ma resta il fatto che ora il Comune si limita a dire “avevamo ragione noi” dopo aver fatto praticamente nulla rispetto alle tante promesse per ostacolare l’avvio del forno.

I fatti. Giovedì l’ente di piazzale della Pace ha risposto a Iren Ambiente, che aveva comunicato l’avvio di esercizio.  Risposta poco equivoca: “Il termovalorizzatore di Ugozzolo non può partire se i lavori funzionali al corretto esercizio dell’impianto sono ancora in corso”.  E a quanto pare la situazione è proprio questa, come è emerso al termine di un sopralluogo effettuato dalla Provincia il 22 maggio.

“I lavori per rendere funzionale il depuratore – scrive l’ente guidato da Vincenzo Bernazzoli – sono ancora in corso. Conseguentemente, allo stato, in considerazione della mancata ultimazione dei lavori funzionali al corretto esercizio dell’attività, si esprime formale diniego all’esercizio dell’attività nel termine prospettato da Iren Ambiente SpA”.

Più avanti Iren viene invitata a ripresentare la comunicazione di avvio d’esercizio “allorquando i lavori saranno terminati, allegando alla medesima la dichiarazione sostitutiva di atto notorio a firma della direzione lavori e del collaudatore in corso d’opera, di esecuzione lavori a regola d’arte, e ciò con riferimento a tutte le opere funzionali al corretto esercizio dell’attività, così come autorizzata”.

Questo, scrive ancora la Provincia, si rende necessario poiché la precedente dichiarazione di Iren “non è risultata veritiera, obbligando i vari Enti a controlli del tutto inutili in considerazione del fatto che molteplici opere dovevano ancora essere eseguite”. Si ricorda infine “che sarà necessario il conseguimento dell’agibilità, nelle forme di legge, che costituirà condizione di efficacia del nulla osta che in futuro potrà essere rilasciato”.

La replica di Folli

“La Provincia ci dà ragione – è il commento dell’assessore comunale all’Ambiente Gabriele Folli – sin da subito abbiamo sostenuto che l’Inceneritore non fosse pronto a partire, proprio perché la sua costruzione non soddisfaceva molti dei requisiti minimi. Lo stop all’impianto non è ostruzionismo: come sempre sostenuto dal Comune, rafforzare l’attività di controllo va in direzione del rispetto delle norme di legge. Auspichiamo dunque che anche all’interno di Iren vengano individuate le responsabilità di chi ha fortemente voluto questo avvio anticipato”. 

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One Response to Un altro stop all’inceneritore di Parma: lo blocca la Provincia

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    Scott Giovane 26 Maggio 2013 at 23:26

    Ogni ente, per lo più inutile, deve giustificare la sua esistenza con provvedimenti.
    Che vanno uno contro l’altro, come le molecole dei gas, così il casino aumenta.
    Così sembra che servano a qualcosa e quindi fanno assumere qualche altro figlio o nipote o elettore.