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Un masterplan per la Montagna

Emanuele Ferrari

Il suo triangolo delle Bermude si racchiude tutto nello spazio che va da Casina ove è nato, Villa Minozzo ove insegna Lettere e Castelnovo Monti dove è assessore alla Scuola, alla Cultura ed ai Giovani, oltre il vice del sindaco Enrico Bini. Da percorrere tutti i giorni o quasi con solerzia ma soprattutto Filosofia, nel senso della disciplina in cui è laureato. Il 45enne Emanuele Ferrari, montanaro dunque a tutti gli effetti, è titolare delle deleghe di cui sopra dal 2014, prima più civico, oggi più filo-Pd: “sono entrato quando è uscito Renzi” scherza (ma non troppo) Ferrari, esempio piuttosto raro di dedizione alla causa appenninica attraverso un bagaglio di preparazione umanistica sì ma anche di applicazione strategica. 

Primum vivere (o meglio “administrare”), deinde philophari. E così l’assessore Ferrari ha fatto suo il principio oraziano mettendo a frutto le sue competenze apparentemente lontane da esiti estremamente pratici, per gettare le basi di un futuro ma non troppo Tecnopolo dell’Appennino, progetto fortemente nelle intenzioni della giunta castelnovese. E’ per ora un punto d’arrivo, che significherebbe anche bloccare la progressiva discesa a valle delle forze giovani in virtù di un elemento in grado di dare energia ad una molteplicità di settori, ma che procede spedito. Grazie alla capacità amministrativa di convogliare su Castelnovo Monti e dintorni una pioggia di importanti contributi europei.

“Fin dal primo nostro insediamento nel 2014 (poi confermati con anche nuovi inserimenti lo scorso maggio) abbiamo scelto di orientare la nostra azione su due parole chiave: ascolto e partecipazione – dice Ferrari a 7per24 – quindi ci siamo mossi a definire una possibile visione del futuro di Castelnovo nel contesto dell’Appennino, attraverso lo strumento dei processi partecipativi che hanno coinvolto i cittadini a diversi livelli e con differenti modalità  (mappe di comunità e forum civico solo per citarne due). Dal 2016 abbiamo infatti adottato il concetto di rigenerazione urbana per costruire i diversi progetti e inserirli infine in un masterplan o strategia di sviluppo, investendo oltre 100mila euro di fondi comunali sull’ascolto dei cittadini e sulla rielaborazione di idee e visioni. Al contempo abbiamo sostenuto la candidatura  dell’Unione dei Comuni montani Appennino reggiano come area interna pilota per la regione Emilia Romagna nella strategia nazionale aree interne che utilizza i fondi strutturali europei (2014-2020… ora ci stiamo preparando al nuovo settennio 21-27 Per essere pronti a implementare le azioni e i nuovi progetti”.
 
Detto così suona quasi riduttivo; fatto sta che sull’asse rigenerazione e aree interne, è nata una rete di progetti con l’orizzonte di una nuova visione di sviluppo del capoluogo montano:
Interventi su edilizia scolastica da rifacimento polo scuola primaria e infanzia, efficientamento energetico scuola media: costo 8, 3 milioni di euro di cui soli 300mila del bilancio comunale gli altri da strategia aree interne, banca europea di investimenti (cosiddetti mutui bei) e conto energia.
 
Piano della accessibilità urbana (PAU) e progetto di abbattimento barriere architettoniche e miglioramento del benessere ambientale: finanziato primo stralcio con 300mila euro su centro storico e da finanziare nel 2021 altro stralcio.
 
Laboratori Appennino per innovazione didattica scuole superiori, miglioramento relazioni con mercato del lavoro, progetti sulla sostenibilità e creazione delle condizioni per istituire una piccola città degli studi con annesso Tecnopolo d’Appennino sui temi della comunicazione digitale, dell’automazione e della filiera agroalimentare e del turismo di comunità: 1mln euro da aree interne (progetto in capo all’Unione montana)
 
Investimenti su politiche giovanili per sviluppare luoghi di aggregazione e imprenditività giovanile: progetto C’È POSTO PER TE finanziato da Regione dal 2016 con circa 60mila euro e oggi dal 2019 al 2021 con 100mila euro (primo progetto in Regione nonostante la popolazione giovanile 15-35 anni sia in percentuale tra le più basse data la demografia dell’Appennino).
 
“Tutto qua’”, assessore Ferrari. “No, a questi progetti già in corso di realizzazione se ne affiancano altri che intendiamo realizzare nel prossimo quinquennio – risponde Ferrari – : Officine della creatività-riqualificazione centro culturale polivalente 2,7mln euro (in graduatoria regionale per finanziamento di 1mln euro su bando rigenerazione urbana) Un luogo dove si possano integrare in un solo spazio servizi come biblioteca,  sala studio, sale mostre, atelier, sala prove e di posa, la sede dell’istituto Peri-Merulo e il coworking. Efficientamento  energetico rifacimento facciata palazzo ducale con finanza di progetto. Riqualificazione area ex cinema felina 1,2 mln euro (finanziato primo stralcio con 500mila euro fondi bilancio).Nuovo polo scolastico istituto superiore Mandela: progetto complessivo da circa 7mln di euro, di cui è titolare la provincia in graduatoria per mutui Bei edilizia scolastica”. 
 
Insomma, Castelnovo Monti e parte dell’Appennino reggiano sono riusciti a tornare al centro di un progetto di sviluppo che punta non solo a recuperare il tempo perduto ma ambisce a fare del capoluogo montano un futuro polo d’attrazione culturale, sociale ed economico. 
 
 

 

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