HomeAttualitàStorie di quotidiano tritacarne mediatico. Sbatti il “mostro pubblico” in prima pagina

Storie di quotidiano tritacarne mediatico. Sbatti il “mostro pubblico” in prima pagina

Scrivo per fatto personale, dopo aver visto il clamore, le foto a tutta pagina, anche la mia, per gli sviluppi dell’indagine della procura di Reggio Emilia.
Non sono indagato né per corruzione né per turbativa d’asta né per aver manipolato appalti pubblici. Ma una figura pubblica come la mia fa sempre notizia e la si può sbattere tranquillamente nel mucchio, fa notizia.

Un “sereno” Raffaele Leoni

15 mesi fa, il 13 giugno 2019, con contestuale e successivo gran clamore di stampa e TG locali, mi fu notificato un avviso di garanzia in quanto indagato per il reato di turbativa d’asta (di cui all’art 353 del codice penale) in concorso con l’ex vice sindaco Matteo Sassi e l’avv.Santo Gnoni legale del Comune “per avere in concorso tra loro e con altri soggetti, turbato con mezzi fraudolenti la procedura per la nomina del Direttore dell’ASP” nel 2016.

Come successe a Marco Scarpati, ci ho fatto una malattia per questo, per una immagine e una moralità deturpata e a cui tengo più di ogni altra cosa, per un sospetto che mi feriva, per le ricadute negative e lo sconcerto di molti ospiti, parenti e dipendenti di ASP in balia di una informazione che non potevo governare, vincolato dal segreto istruttorio. Ma, bisognerebbe viverli di persona questi 15 mesi che non finivano mai e forse si capirebbe perché certe cose andrebbero maneggiate con cura. Nonostante il dolore ho ribadito allora la mia fiducia nella magistratura. Ora la comunicazione di fine indagine esclude per noi il reato di cui ero accusato. La procedura di nomina non è stata turbata, nessuno ne ha avuto vantaggi o svantaggi o ha esercitato indebite pressioni e interferenze. Matteo Sassi, con cui da quel giorno ho dovuto sospendere ogni relazione nonostante tanti anni di collaborazione e la stima e l’amicizia che ci lega da anni, esce dalla indagine. Ma a che prezzo? A cosa ha dovuto rinunciare in questi 15 mesi? Non vedo l’ora di riabbracciarlo. Io resto ora indagato per un reato minore di “falso ideologico”, insieme ai componenti di una commissione di cui si era avvalso il Consiglio di Amministrazione dell’ASP, che vengono accusati di aver dichiarato nei loro verbali (dei quali io non potevo essere a conoscenza e che nemmeno erano dovuti o necessari) di essere presenti alle loro sedute anche quando ciò non sarebbe stato vero, mentre per me si parla di direttive in tal senso impartite alla funzionaria dell’ASP responsabile del procedimento. Una accusa rispetto alla quale mi sento innocente e fiducioso di chiarire ogni mio comportamento, improntato a lealtà, correttezza, rispetto della carica.

E immagino faranno altrettanto i componenti della commissione. Resta il fatto che la commissione ha svolto gli unici compiti che le erano stati richiesti. Esaminare i curricula dei candidati, sottoporre al CdA dell’ASP, relazionando alla fine del loro lavoro, una rosa di candidati che a sua volta il CdA dell’ASP ha colloquiato per poi procedere alla scelta e alla nomina dell’attuale Direttore. Se c’era un procedimento che noi del CdA volevamo corretto era proprio quello.
Resto fiducioso che i successivi passaggi giudiziari possano confermare quanto affermo. Rispetto la magistratura e il suo operato.
Ma sentivo il dovere di dare una mia informazione e valutazione a chi mi conosce, a chi ha avuto fiducia in me, a chi mi ha nominato nell’incarico e a tutti gli utenti, i dipendenti e familiari dell’ASP perché devo tutelare anche la loro serenità. Grazie

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