HomeAttualitàSpese pazze in Regione, il leghista Corradi patteggia

Spese pazze in Regione, il leghista Corradi patteggia

Al via le udienze preliminari nell’ambito delle inchieste della Procura di Bologna sulle spese pazze dei gruppi consiliari delle scorse assemblee legislative della Regione Emilia-Romagna. Ieri è stata la volta di cinque ex consiglieri della Lega Nord accusati di peculato per i rimborsi ottenuti da alcuni nella legislatura 2005-2010 e da altri nel periodo tra giugno 2010 e dicembre 2011.

Accolta la richiesta di patteggiamento ad un anno e sei mesi per Roberto Corradi, ex capogruppo del Carroccio proveniente da Parma, con sospensione della pena. Rinviati a giudizio (la prima udienza del dibattimento è stata fissata il 5 dicembre prossimo) Maurizio Parma, Stefano Cavalli e l’ex leghista Manes Bernardini. Prosciolto Luigi Fogliazza.

L’udienza preliminare, la prima a concludersi tra quelle dei gruppi consiliari emiliano-romagnoli, raggruppava i risultati di due inchieste simili che coinvolsero consiglieri leghisti, entrambe sull’utilizzo dei fondi dell’assemblea legislativa. La più recente, terminata con 40 richieste di rinvio a giudizio per consiglieri di tutti i gruppi, riguarda la scorsa legislatura, in particolare il periodo giugno 2010-dicembre 2011. L’altra invece aveva analizzato il comportamento dei consiglieri della Lega Nord nella legislatura precedente, 2005-2010.

n tutte e due le inchieste erano coinvolti Corradi e l’ex capogruppo Mauro Manfredini, deceduto a ottobre dello scorso anno. Per il periodo 2010-2011, a Corradi sono contestati rimborsi per circa 64mila euro, a Cavalli e Bernardini per circa 44mila euro ciascuno. Per il periodo precedente, quando era capogruppo Parma, tra la metà del 2005 e la metà del 2009, il peculato riguardava 24mila euro, più altri 9.300 tra
la metà del 2009 e aprile 2010 (capogruppo Manfredini). Inoltre nel mirino c’era una consulenza da 54.650 euro tra il 2006 e il 2010 ad una collega di studio di Corradi. Per Fogliazza, in carica una decina di mesi tra 2009 e 2010, è stato deciso non luogo a procedere.
La Regione valuterà in dibattimento se chiedere di costituirsi parte civile.

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