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Si rianima lo Spazio Gerra

La cultura si risveglia e lo Spazio Gerra si presenta in prima linea con due nuovi programmi dalle numerose iniziative: si parla dell’archivio podcast gratuito “Alimentari Cult.” e della mostra in esterno “Natura Non Domestica”, insieme ad eventi musicali, mostre, prodotti editoriali e un nuovo studio di registrazione audio.

Gerriani mascherati…

È dal 20 giugno infatti che lo Spazio Gerra (Piazza XXV Aprile, 2) riparte in sicurezza per la fase 2 di Coronavirus grazie all’adozione di metodi alternativi per garantire la propria programmazione senza snaturarsi ma, anzi, potenziando alcune sperimentazioni già provate in passato per affrontare il passaggio da una dimensione principalmente espositiva ad una più narrativa, laboratoriale e di ricerca. La reinterpretazione della sede si associa metaforicamente al progetto comparandosi ad un negozio di alimentari: un’attività che anche nei momenti di emergenza continua a fornire prodotti di prima necessità, proponendo dei “nutrienti culturali” quotidiani.

Tra le prime novità vi è quindi la creazione di un archivio audio online dalla cadenza seriale: www.alimentaricult.it sarà online dal 20 giugno e sarà suddiviso in “scaffali” che offrono contenuti e format di diverso genere, dalla musica alla narrazione (“I Monoporzione”), dall’attualità (“Post pop”) ai ritratti e alle storie di singolare interesse ma poco conosciute (“Fotopod”), insieme a sperimentazioni in campo sonoro e artistico (“Modulart”) e alla serie di podcast di storia contemporanea (“A lunga conservazione”), risorse didattiche per le scuole (“Alimenti proteici”), dirette e performance live (“Il banco dei freschi”) e da ultima una sorta di non-stop di musica e suoni di circa 8 ore (“La giardiniera”) da ascoltare in streaming. Alimentari Cult non sarà però solo un luogo virtuale ma anche uno spazio fisico al secondo piano di Spazio Gerra: interamente dedicato alla produzione dei contenuti audio per il web, è proprio qui che avrà sede uno studio da cui si animeranno le dirette con interviste, live set musicali e approfondimenti .
Per ottemperare alle necessità della fase 2 è stata creata la mostra “Natura Non Domestica” che, esposta nella piazzetta degli Orti di Santa Chiara, sarà accessibile a qualsiasi ora e giorno, liberamente e in sicurezza. Allestita dal 20 giungo al 26 settembre la mostra è dedicata al rapporto uomo-natura, tema che riprende una dicotomia attuale ad ogni epoca nell’ottica di uno sforzo di riflessione.

Questa esposizione d’arte contemporanea si realizza attraverso le opere di tre artisti: Dem, artista veneto con l’installazione “La rete della vita”, Manuela Ascari, fotografa torinese che presenta la serie di scatti dal titolo “Non conforme”, e Angela Viola, con l’opera “La salita nel bosco”. Ogni mercoledì sera, inoltre, a partire da luglio, la mostra verrà accompagnata con sonorizzazioni dalle 20 alle 24 con ingresso da Piazza XXV Aprile, 2. L’installazione, accessibile da via Allegri, diventerà così un allestimento urbano capace di dialogare con il giardino nascosto ritagliato tra il retro di Spazio Gerra e il fianco del Teatro Cavallerizza.
In più, per assecondare l’esigenza di tornare alle piccole produzioni cartacee che lancino un segnale e riattivino i sensi dopo un periodo di trasposizione in rete, nasce in parallelo alle altre attività la fanzine mensile che dal progetto prende il nome, “Alimentari Cult.”, dove parole e immagini si incontrano per integrare e anticipare i contenuti delle mostre in programma. Ogni mese saranno vari e numerosi i temi che porteranno ad una rilettura di alcuni spazi di vita residuali, pubblici o domestici, che vediamo ora con occhi diversi grazie ad una nuova sensibilità acuita dalle limitazioni di movimento per il virus.

“La cultura sta finalmente tornando al primo posto – ha affermato Annalissa Rabitti, assessora a Cultura, Marketing territoriale e Pari opportunità durante la conferenza di presentazione del progetto al piano superiore dello Spazio Gerra -. In seguito al duro colpo del virus le attività culturali hanno bisogno di una forte incentivazione e di tornare a parlare di nuovo come prima, a gridare, se serve. Questo progetto promuove la cultura come bene pubblico e la sede di Spazio Gerra ha dato prova di essersi saputa reinventare in modo spettacolare per poter riattivare al meglio il movimento culturale.
Ci vuole il doppio della fatica ora, ma il Gerra è pronto a partecipare all’offerta del Restate: partecipare per credere”.
“Ci siamo fermati e abbiamo pensato a come reinterpretare questo passaggio non solo per dare un segnale di presenza, ma anche per lasciare un segno distintivo – ha continuato Lorenzo Immovilli, dello staff di Spazio Gerra associazione Innovazione Cultura Società -. Per arrivare alla realizzazione di questi progetti all’avanguardia ci siamo immedesimati nell’anno 2035, come se dovessimo guardare indietro ad oggi: è risultata un’immagine di parole scritte che abbiamo pubblicato nel magazine, emozionante e speranzosa. Un gioco di proiezione nel futuro per guardare al presente, perché le urgenze devono far guardare avanti”.

“Abbiamo ripensato alle attività nei modi e nei contenuti ed è risultata l’idea di istituire un laboratorio di produzione nelle stanze del Gerra e le esposizioni in esterna come per la mostra “Natura Non Domestica”: vogliamo essere portatori di un’offerta culturale selvaggia, viva, indomita – ha concluso Stefania Carretti, dello staff di Spazio Gerra associazione Innovazione Cultura Società -. Riaccendere i sensi è il nostro obiettivo, vogliamo lasciare alle spalle quella realtà che ci ha visti passivi dietro ad uno schermo: si riparte”.
Le attività di Spazio Gerra sono promosse dal Comune di Reggio Emilia con il sostegno della Regione Emilia Romagna e di Iren. Parte dell’esposizione Natura Non Domestica rientra nel programma Felicità Sostenibile: il Festival prende O2, un progetto di EquipeO2 (Mamimò Teatro Piccolo Orologio, Spazio Gerra, Binario49, Phoresta), in collaborazione con Cai Sezione di Reggio Emilia, Legambiente Reggio Emilia, Tutela Ambientale, Oratorio Don Bosco Reggio Emilia, con il contributo della Fondazione E35 all’interno del progetto Shaping Fair Cities, Agenda 2030 dell’Unione Europea.
Per informazioni www.spaziogerra.it.

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