Showesia

Un vento nuovo sta spazzando le stantie lande locali, nasce da chissà dove, si insinua tra le case in imprevedibili refoli, per confluire nel delta arioso dei Mercoledì Noir della cultura reggiana. Un micidiale uno-due, colpo basso ed uppercut, pronto ad andare in scena al centro sociale Spallanzani-Orti di via Toscanini 20 a Reggio Emilia.   

La prima mercoledì 27 luglio (la seconda, se mai vedrà la luce, mercoledì 31 agosto a scandire la fine di questi mesi climaticamente infernali, poi si vedrà) adunerà gli Strali generali dell’intellighenzia di casa nostra. Come? In un simposio think tanker di arcadici irrisolvitori di problemi ma in grado e in desiderio di ridare vita ad un dibattito aperto, senza barriere né orizzonti precisi dove perfomatori, giuria e pubblico (tutti di altissima qualità, almeno così dicono loro, ndr) si alterneranno nell’esposizione, nella prolusione e nella perorazione delle loro abilità letterarie e teatrali o anche solo nella mera enucleazione dei loro più intimi desiderata.

Ortonimi, eteronomi, omonimi, eponimi, pseudonimi, pseudoepigrafi, posteri e postumi daranno vita ad un X-Poet (o X-Sfactor) per deliziare i palati sopiti delle morfolessie perdute (la caproniana “res amissa”). Ma non sarà un’esibizione dalle posizioni fisse e predeterminate bensì un’opera aperta e in movimento dalle identità cangianti. Gli stessi giurati o spergiuri che dir si voglia, così come gli accaldati astanti potranno, anzi dovranno interagire col palco divenendo a loro volta fini dicitori per una notte. La notte degli acculturati viventi. Ingresso gratuito, con possibilità di cena in loco (fattura squisita e prezzi modici), bookshop con libri dei presenti.

Volete qualche nome? Lo volete davvero? Peggio per voi. Ecco cosa offre la casa: si va dal neocrepuscolare gianpar, metafisico della parola estinta al figlio d’arte Andrea Canova, lo Yul Brynner della rima, dallo storico ariostesco nonché leader dei progressive-millennials Luv, Carlo Baja Guarienti all’architetto teatrale Francesco Lenzini (storyteller ed arconte), dal direttore editoriale Aliberti, Alessandro Di Nuzzo (fresco di stampa col suo “Dante e la medicina”) allo slam poet per eccellenza, quell’ugola maledetta e incontenibile che al secolo recita Stefano Raspini, dall’internazionalista antiputiniano, gastronomo e radical-chic Stefano Campani al rappresentante del Canton Ticino, il misterioso e fascinoso Hans Yoso, già amante di Heidi e amico di Holderlin, fino al rigurgito psichedelico ed onirico anni ’70 dell’elfo Ronnie (che ha di recente elaborato una previsione apocalittica sulle sorti dell’umanità di cui ci renderà edotti in prima assoluta appunto agli Orti).

Non mancheranno inoltre le inviate delle pagine erudite dei giornali di casa nostra, Stella Bonfrisco del Carlino e Giulia Bassi della Gazzetta, pronte a segnalare all’Index (se non peggio all’Inquisizione) eventuali sproloqui e intemperanze degli artisti di e da strada. Si segnala anche la probabile presenza di alti esponenti del clero pronti a sventolare davanti all’auditorio benedette dispense papali o a mettere mano repentinamente al manualetto “De exorcizandis obsessis a daemonio” in caso di vistose degenerazioni morali e canoniche. Non si esclude infine la supervisione di finissimi giureconsulti e sopraffini legulei mandati direttamente dal Foro per sovrintendere le operazioni di insediamento della giuria e valutare l’opportunità civile dell’ipotetico prosieguo di siffatte esperienze comunitarie. 

E voi volete mancare a tutto ciò?

 

 

Ultimi commenti

  • E’ una gara?

    • molto di più

  • grazie . chiedevo si puo’ mangiare e partecipare alle votazioni?

    • assolutamente sì, anche sostituirsi al declamatore di turno in caso di scarso gradimento