HomeAttualitàSfratti, non parole: il Comune vara il pugno di ferro contro i “furbetti dell’appartamentino” pubblico

Sfratti, non parole: il Comune vara il pugno di ferro contro i “furbetti dell’appartamentino” pubblico

Case popolari, le verifiche sulle dichiarazioni Isee degli inquilini sta creando una situazione insolita: numerosi cittadini, furbetti o sbadati, sono stati letteralmente messi alla porta, fuori dall’alloggio pubblico perché possessori di beni in quantità superiori ai limiti di legge. La scure del Municipio ha colpito pesante: a seguito dei controlli l’alloggio Erp è stato ufficialmente tolto a 12 inquilini nelle ultime ore (gli atti, pubblicati all’albo pretorio, sono firmati dal dirigente Bevilacqua). In alcuni casi i requisiti erano stati superati in misura abbastanza evidente.

Il patrimonio mobiliare non può superare i 49mila euro: un limite fissato da una delibera regionale del 2016 in ottemperanza della legge regionale Erp 24 del 2001. Nei casi in cui gli inquilini sono stati mandati via, invece, questo dato era puntualmente superiore al limite. Come dicevamo ci sono dei casi abbastanza clamorosi. In via Portella della Ginestra il valore del patrimonio mobiliare dell’inquilino era di 102mila euro. In via Don Borghi una inquilina aveva dichiarato per il 2015 un patrimonio mobiliare di 61mila euro: ma a far pensare è il fatto che nell’anno precedente avesse messo nei documenti un valore di 238mila euro. Possibile che, in vista di un futuro controllo, il dato fosse stato ritoccato? Farebbe pensare a questa circostanza una situazione analoga: un patrimonio mobiliare che cala da 120mila euro a 78.683 euro registrati nell’anno in cui scattano le verifiche, il 2015. In altri due casi si supera un patrimonio mobiliare di 100mila euro (per la precisione 100mila euro in via Fenulli, 111mila euro in via Rivoluzione d’Ottobre).

Come si evince dal regolamento dell’Erp “tutte le domande presentate possono essere soggette a controlli in quanto presentate in regime di dichiarazione sostitutiva di atto notorio (…). Anche la Dichiarazione sostitutiva allegata all’attestazione ISE, parte integrante della domanda, è una dichiarazione sostitutiva di atto notorio e quindi soggetta a controllo per tutto quanto non controllato preventivamente da Inps (…). Al momento di eventuale controllo il richiedente è tenuto a presentarsi presso Ufficio Casa e a consegnare la documentazione richiesta dall’Ufficio. L’esito del controllo sarà comunicato al richiedente con apposita nota scritta”.

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